Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La crisi è in stallo ma Recovery verso il sì Il Colle: basta ritardi

In 48 ore il futuro del Recovery plan e del governo. Negata, ammessa sottovoce, trascinata per due mesi fra strappi e tentativi di ricucitura, la crisi si decide in un arco temporale strettissimo. Con i due protagonisti, Giuseppe Conte e Matteo Renzi, a domandarsi sino all’ultimo fino a che punto fidarsi l’uno dell’altro. E con i massimi rappresentanti di Chiesa e Stato a interrogarsi sul senso e sulle conseguenze dello scontro dentro un esecutivo che deve fronteggiare una pandemia.
Persino Papa Francesco non si è astenuto dal dire la sua: «La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi. Il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre», ha sottolineato ieri il Pontefice nell’intervista al Tg5 .
E la principale preoccupazione del Capo dello Stato Sergio Mattarella è che la crisi vanifichi o ritardi la presentazione del piano per avere i fondi di Next Generation Ue. Dal Quirinale è in corso una moral suasion perché ciò non avvenga. All’importanza del Recovery plan, d’altronde, Mattarella ha dedicato molti interventi, fra cui quello all’interno del discorso di fine anno. Mettere in sicurezza le risorse Ue è la priorità, insomma. Il monito del Papa, i timori del presidente della Repubblica rappresentano un’unica guida nella strettoia che governo e maggioranza si apprestano ad affrontare.
Una certezza: oggi i ministri Gualtieri e Provenzano, che hanno lavorato alla riscrittura del piano di rilancio coi fondi europei da 209 miliardi, invieranno ai leader di partito il documento che assorbe anche le modifiche chieste dalle stesse forze di maggioranza, in primis Italia Viva. Sono circa 150 pagine, con qualche significativa novità rispetto alla prima bozza bocciata dai renziani. A partire dai saldi del capitolo «Salute» cui vengono dirottati 19,7 miliardi, contro i nove precedenti. Domani il Consiglio dei ministri che dovrebbe esaminare e approvare il piano, con l’incognita di Iv che – studiate le carte – dovrà decidere se dare il proprio sostegno, astenersi o votare contro ritirando i propri ministri. «Arrivi questo benedetto Recovery plan, ci si dia il tempo di leggerlo e di valutarlo e ci si confronti in Cdm », dice il ministro Teresa Bellanova.
La capodelegazione di Italia Viva, chiede che il dialogo si estenda anche «agli altri nodi politici che ci separano». Ed è proprio questo il punto: il Pd ha proposto ai renziani, in cambio del sì al Recovery, un accordo di rilancio che preveda anche un rimpasto. Ma Italia Viva vuole che un patto complessivo – che comprende anche un’intesa su Mes e delega ai Servizi – venga siglato prima del Consiglio dei ministri di domani, con l’impegno del premier ad andare al Quirinale subito dopo, per le dimissioni e il via libera a una crisi pilotata verso un Conte-ter che dovrebbe concludersi nell’arco di una decina di giorni al massimo.
Non ci sono stati contatti diretti, ieri, fra Conte e i renziani, che continuano a tenere alta la guardia: «È il presidente del Consiglio a staccare la spina al governo, non noi – dice il coordinatore di Italia Viva Ettore Rosato – perché è lui a non voler farsi carico dei problemi ma, a metterli sotto il tappeto».
Ore decisive, con i pontieri all’opera: ma nella triangolazione Conte- Pd-Renzi si inseriscono anche i 5 Stelle che non hanno alcuna intenzione di fare troppe concessioni a Italia Viva. «Nessuno degli esponenti di governo di M5S è sacrificabile », ha messo le mani avanti il sottosegretario Manlio Di Stefano. È un gioco di equilibri sofisticati, da condurre all’ombra della partita più importante, quella della lotta al Covid.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa