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La crisi spinge al risparmio ma aumenta il divario in Italia

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le misure di prevenzione hanno fatto crollare i consumi, che non siano generi alimentari o per la casa. Cresce , per questo motivo, la percentuale di coloro che nel 2020 sono riusciti a risparmiare senza difficoltà, al 58 per cento contro il 55 per cento del 2019. E questa maggiore disponibilità si riflette in una sensazione di protezione dai rischi determinati dall’incertezza legata alla pandemia che, al contempo, tiene lontani gli italiani dagli investimenti.

Lo scenario emerge dall’indagine Acri-Ipsos dal titolo “Risparmio: futuro e presente”, condotta nel mese di settembre in vista della 96ma Giornata del Risparmio che si svolgerà oggi. L’indagine rivela che il 65 per cento degli italiani è preoccupato per il contagio (per sé o per i famigliari) del Covid-19, mentre il 23% teme per la perdita del lavoro o dei risparmi. A fronte dei timori per un peggioramento generale del contesto economico nel prossimo triennio non corrisponde, però, un reale e immediato peggioramento della situazione economica della singola famiglia. Questo vale per la maggioranza degli intervistati. Perchè è anche vero che, seppure per una minoranza, chi stava male prima ora sta peggio.

Per il 61% degli intervistati, infatti, il contesto economico familiare consente di affrontare un nuovo lockdown. Ma questo non vale per il 30 per cento del campione, per il quale l’impatto non sarebbe gestibile. E la cronaca di questi giorni ci conferma che una nuova chiusura è tutt’altro che remota.

E se lo scorso anno il 23 per cento del campione aveva dichiarato di essere stato colpito dalla crisi, quest’anno la percentuale sale al 27% (il 13% in maniera grave come la perdita del posto del lavoro o la mancanza di stipendio).

«C’è una grande polarizzazione fra gli italiani. Questo aumento del risparmio non accresce gli investimenti e non è un motore di sviluppo – ha spiegato ieri Francesco Profumo, presidente dell’Acri, in occasione della presentazione della ricerca – Cresce la percentuale di italiani che si identifica con chi risparmia senza troppe rinunce (58%) e che guarda con soddisfazione agli ultimi 12 mesi, periodo durante il quale è accresciuto il proprio accantonamento di riserve».

La percentuale di coloro che non riescono a risparmiare si riduce dal 34 al 30 per cento. In crescita dal 42 al 47% la quota di coloro che negli ultimi 12 mesi sono riusciti a risparmiare, mentre le famiglie in saldo negativo restano stabili al 16 per cento. Va sottolineato, però, che il quadro delineato dall’indagine è stato fatto prima della seconda impennata del Covid e, inoltre, può essere “falsato” dal blocco dei licenziamenti e dal reddito di emergenza.

L’indagine riconferma il dato già emerso dai report della Banca d’Italia e relativo alla propensione al risparmio (la quota del risparmio lordo delle famiglie sul loro reddito disponibile lordo): essa è più che raddoppiata dal fine 2019, dall’8 al 19 per cento. Il 63% degli italiani continua a preferire la liquidità e il 46 per cento associa il risparmio a un senso di sicurezza. La propensione a investire aumenta in modo contenuto (per il 35% di chi risparmia) , ma solo per una piccola parte dei risparmi. Nelle scelte aumentano gli investimenti in strumenti più rischiosi (azioni), oppure in quelli di protezione (assicurativi) e nei conti correnti.

Nel mese di settembre, quando è stata condotta l’indagine, il campione intervistato evidenziava la percezione di un rimbalzo di fiducia sul clima economico generale, mentre questa fiducia è più contenuta sul clima per sonale e sul fronte dei consumi. Per il 26% del campione, però, la crisi è molto più grave del rappresentato, ma la soluzione un po’ più vicina, nell’arco di 4 anni (per il 41%). Si evolve anche la visione dell’Unione europea. Cresce la sfiducia verso l’Europa, dal 51 al 57 per cento, in senso generale, ma il 69% degli italiani sa cosa è il Recovery fund e ritiene che possa essere uno strumento utile per uscire dalla crisi.

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