Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La crisi pesa sulle banche Usa Utili in caduta e maxi riserve

NEW YORK – JP Morgan e Wells Fargo hanno aperto la stagione delle trimestrali americane riportando utili in drastico calo e lanciando allarmi su ondate in arrivo di prestiti in sofferenza. JP Morgan, la principale banca americana, ha sollevato il sipario su una flessione dei profitti tra gennaio e marzo del 69% a 2,87 miliardi di dollari, pari a 78 centesimi per azione che hanno deluso attese di 2,16 dollari. A schiacciare la performance è stata la crisi scatenata dalla pandemia da coronavirus, che ha spinto l’istituto guidato da Jamie Dimon ad accantonare a riserva nel trimestre 6,8 miliardi di dollari. Le riserve, a fronte della previsione di ondate di default di consumatori e aziende, sono lievitate in totale a 8,29 miliardi, il massimo dal 2010.

La performance è stata definita «solida» da Dimon, reduce da un intervento al cuore e uno dei più longevi top executive a Wall Street e sopravvissuto anche alla grande recessione del 2009. Dimon ha tuttavia caratterizzato le condizioni di business come «molto difficili» e «uniche». E ha spiegato che il significativo rafforzamento delle riserve da parte dell’istituto è stato reso necessario «vista la probabilità di una recessione piuttosto severa». Ieri il Fondo Monetario ha previsto una contrazione del Pil Usa di quasi il 6% quest’anno e dell’economia globale del 3 per cento.

Dimon nei giorni scorsi aveva anche indicato che, davanti a scenari estremi con elevata disoccupazione e tracolli dell’output senza rapidi recuperi, al fine di preservare risorse potrebbero essere messi in discussione anche i dividendi dell’istituto, finora difesi a spada tratta.

JP Morgan, durante i primi tre mesi dell’anno ancora solo parzialmente afflitti dalla paralisi economica provocata dal coronavirus, ha mostrato una maggior tenuta nei ricavi, riportando un declino del 3% a 29,07 miliardi. Solida è stata in particolare la performance delle attività di trading, nel clima di significativa volatilità sui mercati. Le entrate sono lievitate del 32% al record di 7,2 miliardi. Nell’obbligazionario le revenue hanno raggiunto i cinque miliardi, battendo di un miliardo le previsioni, e nell’azionario sono state di 2,2 miliardi. Significativo invece il colpo sofferto da altre attività. La banca ha chiuso temporaneamente centinaia di filiali e gli utili della divisione al consumo sono crollati del 95 per cento. I profitti della divisione corporate sono scesi dell’86 per cento.

Wells Fargo ha a sua volta riportato un bilancio deludente, con profitti crollati dell’89% a 653 milioni. Gli utili per azione sono stati quasi azzerati, a un centesimo, rispetto ad attese di 38 centesimi. Le riserve stanziate nel trimestre a fronte delle potenziali perdite su prestiti sono state di 3,83 miliardi, di 3 miliardi superiori ai tre mesi precedenti. Le entrate dell’istituto sono scivolate del 18% a 17,72 miliardi, inferiori ai 19,4 miliardi previsti. Il settore bancario, a fronte delle gravi incertezze, è in calo in Borsa del 36% da inizio anno e ieri, dopo un’iniziale tenuta, i titoli hanno risentito di ulteriori scosse. Gli utili complessivi delle aziende nell’S&P 500, al momento, sono attesi a scivoloni del 10% nel primo trimestre e doppi nel secondo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica sia seguita da una depressione economic...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo teme il peggio per l’economia italiana. Lo scrive il ministro Pd dell’Economia Robert...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quando Luigi Di Maio dice: «Sul Mes ci fidiamo delle parole di Giuseppe Conte», sta lanciando la p...

Oggi sulla stampa