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La crisi investe Parigi e Madrid. Frenano i tassi sui Btp, Borsa giù

di Stefania Tamburello

ROMA — L'esordio in Parlamento del nuovo premier Mario Monti produce un primo effetto sui mercati: la tregua delle tensioni sui titoli pubblici italiani. I Btp chiudono infatti la giornata con i rendimenti in discesa, di nuovo sotto il 7% per i decennali, precisamente al 6,83% e con uno spread nei confronti dei bund tedeschi in calo sotto i 500 punti a quota 494.
L'allerta resta alta, ma gli attacchi più insidiosi si spostano sui debiti sovrani di Spagna e di Francia: i bond dei due Paesi entrano sotto tiro e gli spread nei confronti dei bund tedeschi toccano nuovi record. Il differenziale dei titoli francesi abbatte la soglia dei 200 punti per poi chiudere a 173 punti, gli spagnoli sfiorano il massimo storico di 500 punti e poi ripiegano a 459 punti.
Le Borse girano tutte in negativo, la tempesta sui Btp, deprime le quotazioni complice anche un avvio al ribasso di Wall Street: Piazza Affari perde l'1,43% Francoforte, l'1,07%, Londra l' 1,56% e Parigi l'1,78%.
«Non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Perché non c'è un loro e un noi. L'Europa siamo noi», dice, nel suo discorso di presentazione in Senato per la fiducia, Monti. Il quale si impegna ad un programma fondato su «rigore, crescita ed equità». Sono da poco passate le 13 e le parole fanno effetto sui mercati: i Btp italiani smettono di fare le bizze e il clima si raffredda. A scatenare nuovi rialzi di rendimenti in mattinata erano stati i risultati, negativi, dell'asta dei decennali spagnoli collocati al tasso record del 7% (6,975%) in un clima di incertezza politica alla vigilia delle elezioni del dopo Zapatero. Anche Parigi, che sconta l'attesa di un declassamento del suo debito da parte delle grandi agenzie di rating e la perdita della tripla A, si era presentata sui mercati con un collocamento da sette miliardi di euro, riuscendo a piazzarli bene anche se a tassi in rialzo. Il nervosismo era aumentato e gli operatori avevano segnalato nuovi acquisti di titoli italiani e spagnoli da parte della Bce.
La tregua sull'Italia veniva accompagnata da nuove pressioni sugli altri Paesi, mentre l'euro tornava a scivolare sotto quota 1,35 dollari. E mentre riprendeva il dibattito su un ruolo più significativo e flessibile della Banca centrale europea nella difesa dei debiti sovrani dei vari Paesi, suggerito in particolare dal presidente francese Nicolas Sarkozy che teme ripercussioni sulla prossima campagna elettorale. Un suggerimento ancora una volta respinto dalla Germania di Angela Merkel che chiama in campo i vincoli dei trattati europei. E che sarebbe contraria anche alla nuova ipotesi, tutta da verificare, diffusa da Reuters, si cui si starebbe discutendo in questi giorni: il Fondo monetario internazionale avrebbe discusso con alcuni funzionari Ue l'idea che la Bce possa fornire un salvataggio indiretto anche a Paesi di grandi dimensioni fornendo finanziamenti al Fmi stesso. In tal modo aggirando «le restrizioni legali», cioè i paletti dei trattati che appunto impediscono ad Eurotower di finanziare direttamente gli Stati. La tensione resta quindi alta in tutta Europa, e se non bastasse ci pensano le società di rating ad aumentarla. Con un'apertura di credito, però, al governo Monti che, secondo il report di Fitch, ha «una finestra di opportunità per portare una sorpresa positiva». Il nuovo esecutivo «dimostrerà la sua credibilità nel portare avanti le riforme economiche, fiscali e strutturali e ha il potenziale per rimanere in carica fino alle elezioni del 2013», afferma ancora Fitch sostenendo che comunque il compito sarà «difficile» perché l'Italia «è probabilmente già in recessione». Impostato alla fiducia è il giudizio del Fmi: «La creazione di un nuovo governo con un programma chiaro favorisce una chiarezza politica e rappresenta uno sviluppo positivo», ha commentato ieri David Hawley, il portavoce dell'organismo guidato da Cristhine Lagarde, confermando che a fine novembre arriverà in Italia la prima missione di monitoraggio.
 

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