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La crisi ferma la coop

Se c’è crisi, la cooperativa può sospendere il rapporto di lavoro con i soci lavoratori. Lo precisa il ministero del lavoro nell’interpello n. 1 di ieri, riconoscendo alla società la possibilità di prevedere nel regolamento interno l’istituto della sospensione del lavoro specificandone le cause legittimanti, nonché le condizioni che consentano un equilibrato utilizzo della forza lavoro (criteri di turnazione o rotazione del personale).

Cooperative e crisi. Il ministero risponde alla richiesta di confcooperative, legacoop e associazione generale cooperative italiane. Ricordata la normativa generale (legge n. 142/2001), spiega che la legge n. 30/2003 (legge Biagi) ha eliminato il divieto che impediva al regolamento interno di introdurre deroghe in peius rispetto alle clausole dei contratti collettivi, salvo che per quanto attiene al trattamento economico complessivo.

I chiarimenti. Questa norma della legge Biagi, spiega il ministero, autorizza il regolamento interno a modificare esclusivamente aspetti di carattere normativo contemplati dalla contrattazione collettiva nazionale di settore quali, per esempio, l’allungamento del periodo di prova, nonché a introdurre ulteriori istituti normativi che non risultano disciplinati dallo stesso contratto collettivo, fermo restando il rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento nei confronti dei soci lavoratori. Pertanto, in caso di riduzione dell’attività lavorativa per cause di forza maggiore o di circostanze oggettive, o nelle ipotesi di crisi determinate da difficoltà temporanee della cooperativa, il regolamento interno può prevedere la sospensione del rapporto di lavoro per scongiurare il rischio di licenziamenti. Tale possibilità, aggiunge il ministero, trova peraltro rispondenza nel dettato normativo laddove all’art. 1, comma 2 lett. d), la legge n. 142/2001 si stabilisce che i soci lavoratori «mettono a disposizione le proprie capacità professionali anche in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la cooperativa stessa». Tuttavia, spiega infine il ministero, in conformità ai predetti principi di trasparenza e parità di trattamento, è necessario che le cause legittimanti la sospensione temporanea dell’attività, per le quali non è presentata richiesta di ammortizzatori sociali, siano specificatamente individuate dal regolamento interno e di volta in volta deliberate dal consiglio di amministrazione della cooperativa o comunque da chi abbia titolo secondo statuto. Unitamente a queste previsioni, inoltre, risulta di fondamentale importanza che nell’ambito del regolamento interno siano declinate inequivoche condizioni che consentano, nel periodo di sospensione concordata delle reciproche prestazioni, un equilibrato utilizzo di tutta la forza lavoro della cooperativa, mediante specifica individuazione di criteri oggettivi di turnazione o di rotazione del personale.

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