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La crisi della tv morde Rai e Mediaset, tiene Sky

MILANO — Un sistema televisivo congelato dalla crisi. Con i due oligopolisti, Rai e Mediaset, che vedono perdere fatturato la prima e pubblicità la seconda. Mentre prosegue la crescita di Sky, nonostante lo stallo degli abbonati nelle ultime stagioni, e di La7, anche se a costo di investimenti che ne affossano la redditività. Una crisi che si è oltremodo aggravata nel primo semestre del 2012, con i principali network che hanno visto precipitare i conti in territorio negativo, con calo di fatturato e scomparsa degli utili.
Presi uno per uno, i dati che si possono leggere nell’ultimo rapporto dell’ufficio studi di Mediobanca (che ha preso in esame gli ultimi cinque anni e mezzo del sistema televisivo) erano già noti agli addetti ai lavori e al mercato. Ma distesi tutti insieme, l’analisi dei conti dei quattro principali gruppi che dominano il settore conferma un’immagine di cui non solo si fotografa il sostanziale immobilismo ma si enfatizza una situazione economica in via di peggioramento.
A cominciare dalla Rai, dove il lavoro per il presidente Anna Maria Tarantola e il dg Luigi Gubitosi non si annuncia dei più facili. È dura intervenire visti i numeri di viale Mazzini. Gli analisti di Mediobanca hanno conteggiato una sola voce in crescita dal 2007 al 2011, quella del canone. Il quale, nonostante il livello dell’evasione, è salito del 7,8% in cinque anni, raggiungendo 1,7 miliardi. Ma è l’unica voce in crescita dei ricavi: la pubblicità è scesa nel complesso del 21,9%, oramai sotto la quota del miliardo di euro all’anno. Ma da matita rossa sono i dati sulla produttività: ogni dipendente Rai vale 254mila euro sul fatturato totale, contro i 333 di La7, i 687 di Mediaset e i 702 di Sky.
Anche le televisioni della famiglia Berlusconi hanno i loro problemi. A preoccupare è la situazione degli introiti pubblicitari, calati in cinque anni del 5,3 per cento (nonostante la ripresa del biennio 2010-2011, guarda caso gli ultimi di Silvio Berlusconi premier). Crescono i ricavi della paytv legata a Mediaset Premium, arrivati a 525 milioni, ma gli obiettivi dichiarati in partenza non sono ancora stati raggiunti.
Sky Italia avrebbe qualche motivo in più per ritenersi soddisfatta. Il fatturato è cresciuto dal 2007 del 17,7 per cento, ma per compensare la stasi degli abbonamenti (i cui proventi sono di fatto bloccati appena sotto quota 2,4 miliardi dal 2008), non basta certo la crescita della pubblicità. Le inserzioni hanno visto aumentare il loro peso in cinque stagioni del 44 per cento, ma “solo” da 181 a 262 milioni. La voce inserzioni è la più “brillante” dei conti di La7, compensati dal calo di Mtv.
Ma sarà il 2012 l’annus horribilis della televisione italiana. L’analisi di Mediobanca si ferma ai primi sei mesi, ma tutto fa pensare che la tendenza sarà confermata. Mediaset ha visto il fatturato calare del 10% e il risultato netto, per quanto positivo, del 73 per cento. La Rai, con il canone, ha mantenuto stabile i ricavi (-7%), ma i margini sono crollati del 44% e il risultato netto è negativo per 129 milioni. In negativo anche La7 per gli investimenti sul palinsesto. Le star hanno portato poca audience insieme a margini in rosso per 34 milioni con un risultato netto negativo per 37 milioni.

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