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“La crisi alimenta l’evasione fiscale”

ROMA — L’evasione non si arresta, anzi si aggrava a causa della crisi economica. La Guardia di Finanza resta in prima linea nel contrasto e ieri ha tirato le somme dell’attività 2012: sono stati individuati ben 2,4 miliardi di imponibile nascosto e sul quale dunque non sono state pagate le tasse, circa 300 milioni di Iva svanita dalla contabilità e un miliardo di Irap completamente evasa. In tutto le Fiamme Gialle hanno «acciuffato» 1.000 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco.
Si intensifica in questi giorni anche l’attività dell’Agenzia delle entrate: il direttore generale Attilio Befera sta per firmare il decreto che rende operativo l’«Archivio dei rapporti finanziari», ovvero la banca dati dove le banche saranno obbligate a riversare oltre che i rapporti finanziaria (conto corrente, depositi, conto titoli) di ciascun titolare di codice fiscale ma anche l’entità dei saldi annuali. La banca dati, dopo la firma, potrà essere operativa in ottobre: non potrà essere utilizzata a tappeto ma l’Agenzia agirà comunque sulla base di liste selezionate di contribuenti «sospetti » da controllare. La lotta all’evasione attende anche che l’Agenzia delle entrate renda operativa il cosiddetto «redditometro» che, dopo le polemiche durante la campagna elettorale, sarà oggetto di una valutazione del prossimo esecutivo. Il «redditometro» è lo strumento che servirà per stimare il reddito dei contribuenti sulla base del loro tenore di vita e dei loro consumi.
Tornando alla Guardia di Finanza, nel corso della conferenza stampa Riccardo Piccinni, comandante del Reparto tutela finanza pubblica, ha detto che «l’evasione è destinata a crescere a causa della crisi economica». «La crisi – ha spiegato – può avere un effetto di spiazzamento per chi si trova costretto ad evadere per sopravvivere. Prima – ha aggiunto – evadeva solo chi voleva evadere, oggi anche chi per sopravvivere, cerca di risparmiare sulle tasse».
Nel dettaglio nel mirino della campagna 2012 della Guardia di Finanza sono finiti i «compro oro», le società di intermediazione immobiliare, l’esportazione di capitali oltre agli evasori del Welfare.
Grande attenzione è stata dedicata al fenomeno dei cosiddetti «compro oro», in straordinaria espansione per la negativa congiuntura economica: i 348 interventi eseguiti nel quadro della campagna «Gold scrap» hanno portato alla denuncia di 53 soggetti per vari reati, alla scoperta di un’evasione ai fini delle imposte dirette per circa 200 milioni di euro ed in materia di Iva dovuta per circa 90 milioni di euro e all’individuazione
di 44 evasori totali.
La campagna «Black house» ha permesso invece di individuare circa 700 società operanti nella compravendita di immobili che, a fronte di beni venduti, hanno sottratto al fisco circa 600 milioni di euro di imponibile e poco meno di 60 milioni di Iva.
La campagna «Giove» – spiegano le Fiamme gialle – ha focalizzato l’attività d’intelligence sull’evasione e l’elusione fiscale internazionale, ottenuta attraverso fenomeni di esterovestizioni societarie, il «transfer pricing » e le stabili organizzazioni societarie in Italia, l’occultamento di capitali finanziari in paradisi fiscali; in tutto sono emersi 900 milioni di imponibile evaso.
Infine gli evasori del Welfare: in totale 1.550,, tra cui 115 truffatori che continuavano a percepire la pensione dei parenti defunti, 488 medici che svolgevano attività professionali non autorizzate e 11.713 incarichi irregolari e premi di risultato per obiettivi in realtà non conseguiti da parte di
dirigenti pubblici.

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