Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La crescita frena, il conto più salato è per le banche tedesche e inglesi

Da una parte pesa la crescita economica anemica. Dall’altra c’è il rischio che, complice lo scenario di tassi negativi più prolungato del previsto, la redditività rimanga asfittica. Se a questo si aggiunge la minaccia che, a fronte dei venti di recessione e delle tensioni commericali, la qualità degli attivi possa peggiorare, magari proprio nelle economie fino a ieri più performanti come Germania e Gran Bretagna, si capisce come mai Moody’s abbia deciso di abbassare l’outlook delle banche europee.

La decisione è arrivata ieri. L’agenzia di rating ha diffuso una nota in cui mette davanti agli occhi del mercato tutti i rischi che aleggiano sul mercato del credito bancario europeo. Che, va detto, vanno differenziati per singole aree geografiche. L’outlook è negativo per le banche dell’area euro (su cui pesa in particolare la Germania) e l’Uk (causa Brexit), mentre rimane stabile per gli istituti del Nord europa, dell’area Est Europa, della Russia e delle repubbliche ex sovietiche.

La debole crescita economica del resto si sta rivelando inferiore alle attese mentre delle tensioni commerciali creano rischi al ribasso.Per Moody’s la crescita attesa del Pil europeo è dell’1,1% nel 2019, il tasso di espansione più lento negli ultimi cinque anni, a causa del rallentamento nel settore manifatturiero. Qualche segnale di risveglio è atteso nel 2020 (+1,2%) e nel 2021 (+1,4%). Ma la frenata nell’incremento della produttività e l’invecchiamento della popolazione incideranno sui fondamentali economici dell’area euro.

L’atteso rallentamento economico si rifletterà sulla qualità degli attivi. E i costi delle perdite sui crediti tenderanno a emergere nei paesi con bassi tassi di Npl, dice Moody’s. Nei paesi dove invece l’incidenza degli Npl sul totale crediti è più alta, la spinta a ridurre l’eredità del passato – attraverso le vendita di crediti e la gestione interna – perderà forza. I miglioramenti raggiunti sull’asset quality, sia chiaro, sono gli occhi di tutti. Ma la forza propulsiva si sta spegnendo. Secondo i dati Eba, gli Npl a giugno 2019 erano pari al 3% del totale crediti (in calo dal 3,6% di un anno prima), mentre la copertura sui deteriorati si attesta al 44,9%.

La conseguenze di questo scenario composito si rifletteranno inevitabilmente sull’ultima riga di bilancio delle banche. La politica protratta dei tassi di interesse negativi, combinata con le inefficienze strutturali delle banche, «eroderanno la già debole redditività, rendendo difficili gli investimenti necessari in tecnologia e adeguamenti dei modelli di business», segnalano gli analisti dell’agenzia. E a pagare dazio, spiega l’analista Carola Schuler, saranno in particolare «i sistemi bancari del Regno Unito e della Germania» che rappresentano «la maggior parte delle attività bancarie della regione»: un elemento, questo, che porta in negativo l’outlook complessivo. Peraltro l’ampliamento della concorrenza richiederà alle banche di investire proprio in un momento in cui la redditività è in calo e le prospettive economiche danno segni di peggioramento.

L’agenzia di rating non nasconde gli importanti passi avanti fatti in questi anni, in particolare in paesi – come l’Italia – dove i bilanci delle banche sono in gran parte riparati. E così pure viene sottolineato lo sforzo fatto sul fronte del capitale: se si guarda alle maggiori 183 banche europee, il Cet1 ratio fully loaded aggregato si attesta al 14,4%, con un Total capital ratio al 18,9%. Come dire: c’è abbastanza capitale per sopportare eventuali futuri shock. Tuttavia le sfide per il settore sono tutte lì, e sono tante.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa