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La crescita delle piccole matricole

«L’approdo in Borsa? È stato il nostro tratto distintivo. Ci ha consentito di fare il salto dimensionale con tre acquisizioni, di ampliare la nostra gamma di offerte e approvare un piano industriale in forte crescita». A parlare è Alessandro Reggiani, amministratore delegato di Primi sui Motori, società di web marketing di Modena, che nel luglio 2012 ha debuttato sull’Aim Italia, il segmento di Borsa Italiana dedicato alle Pmi.
Sono 41 le società quotate sul Ftse Aim Italia, che ha raccolto l’eredità dell’Aim Italia e del Mac (Mercato alternativo del capitale), ed è il segmento che oggi esercita maggiore appeal per le matricole, con 15 debutti nel 2013 e cinque nel 2014. Le più numerose sono le società di investimento, ma hanno scelto di mettersi in gioco anche imprese nel settore dell’energia, della tecnologia, dei servizi al consumo e di consulenza. Spinte dall’esigenza di reperire capitali alternativi al canale bancario in tempi difficili di credit crunch per crescere e innovare. «Grazie alla quotazione – dice Gianluigi Torzi, amministratore di Sacom, società attiva nella green biotecnology approdata sull’Aim Italia nell’aprile 2013 – siamo riusciti a rafforzare la struttura patrimoniale. Un altro vantaggio è stato poi quello di poter pensare alla crescita per linee esterne da regolare attraverso l’emissione di titoli quotati che incorporano un valore espresso dal mercato».
L’approdo in Borsa è anche un modo per farsi strada di fronte a concorrenti di più grandi dimensioni. Per Mc-link, società di tlc con sedi a Trento, Roma e Milano costretta a fare i conti con colossi come Fastweb e Telecom, le porte di Palazzo Mezzanotte si sono aperte nel febbraio 2013. «Avevamo deciso di fare un aumento di capitale per sostenere il nostro piano di sviluppo – sottolinea l’a.d. Cesare Veneziani – tra le diverse opportunità sul tavolo il segmento che prevedeva un percorso meno tormentato rispetto all’Mta. Volevamo crescere ma avevamo bisogno di capitali per farlo. La Borsa è un blasone, ci dà il bollino di qualità e la copertura per operazioni successive». I risultati sulla performance del 2013 verranno diffusi oggi.
«Lo status di quotata – sottolinea Corrado Coen, vicepresidente di Hi Real, che ha debuttato sul listino dal 2011 come Unione Alberghi Italiani – cambia la vita: aiuta ad avere un rapporto trasparente con le istituzioni finanziarie, migliora il rapporto con le banche ed è stato utile per fronteggiare il mercato in situazioni difficili. Dal momento in cui si sceglie questa strada bisogna però stare molto attenti alla comunicazione, perché si è responsabili nei confronti degli investitori».
Per altre Pmi la Borsa è stata lo strumento per percorrere la strada dell’internazionalizzazione con credenziali più solide. È successo a Enertronica, operatore delle energie rinnovabili con sede a Frosinone sull’Aim da un anno. «Quando un’azienda vuole operare sui mercati internazionali – spiega l’a.d. Vito Nardi – la prima domanda che tutti fanno è: “Perché non siete quotati?”. Senza questo status sarebbe stato più difficile ottenere una commessa da circa 170 megawatt dal valore di circa 170 milioni in Sudafrica».
Neurosoft ha percorso la strada opposta. La società greca specializzata in software per factoring e scommesse sportive, è stata la terza matricola dell’Aim Italia nel 2009. «Stavamo atraversando un periodo molto duro – spiega il presidente Akis Angelopoulos – molte nostre banche clienti per il factoring erano state ricapitalizzate. Abbiamo scelto l’Italia per la vicinanza del mercato e per le opportunità di sviluppo». Guardandosi indietro il presidente spiega che «l’Ipo ha portato nuovi capitali che hanno consentito di effettuare un’acquisizione in Grecia e di fare innovazione, creando una nuova piattaforma per il factoring e due nuovi prodotti per le scommesse sportive».
Tra le caratteristiche più apprezzate dell’Aim figurano l’assenza di criteri minimi di ammissione alla quotazione, come una soglia di capitalizzazione o di azioni sul mercato in termini di flottante. Il requisito indispendabile è il Nomad, cioè una banca-consulente che accompagna la società in tutto il percorso di quotazione e anche in seguito. Al contrario di quello che avviene sul mercato primario, dopo la quotazione la società non deve presentare i rendiconti trimestrali ma solo quelli semestrali e annuali.
L’approdo in Borsa richiede però un salto culturale in termini di rinnovamento della governance. «La quotazione – spiega Paolo Salotto a.d. di Tbs Group, società triestina che gestisce servizi di ingegneria clinica e e-Health, sull’Aim dal 2009 – ci ha dato anche una spinta a migliorare l’organizzazione interna. Il 2013 è stato un anno difficile, ma anche di svolta verso una ripresa che porterà indicatori dal segno positivo già nel primo semestre del 2014. Il nuovo piano strategico e il nuovo assetto di governance saranno le basi per il raggiungimento di obiettivi di crescita». Tra i progetti futuri del gruppo c’è anche il “trasloco” sul segmento Star, dedicato alle medie imprese. «Su questa scelta – conclude Salotto – non abbiamo ancora una data, perché vogliamo che i nostri risultati siano maggiormente riconoscibili».

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