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La crescita accelera oltre il 5% Visco: “Piccole banche a rischio”

Una crescita che sempre più realisticamente naviga verso e oltre il 5% e che si consoliderà fino tornare ai livelli precrisi nella seconda metà del 2022. All’assemblea annuale dell’Abi ne parlano come di un traguardo a portata di mano il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il ministro dell’Economia Daniele Franco. E oggi a confermare le previsioni, condivise anche dall’Istituto di ricerca Prometeia che si spinge fino a un’ipotesi del 5,3%, c’è anche la Commissione Ue, che presenterà le nuove stime sull’economia italiana. Molto positive: dovrebbero confermare proprio una crescita del Pil oltre il 5% (forse il 5,3%), che si rifletterà in una riduzione del deficit, e un leggero aumento dell’inflazione.Ma la ripartenza, sottolinea il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, ha bisogno del contributo di tutti, a cominciare dai risparmiatori e dalle banche: «Occorre promuovere una grande crescita economica e sociale con imponenti investimenti per un forte sviluppo sostenibile, utilizzando al meglio i fondi della Ue e incentivando i risparmiatori italiani ad investire non solo in titoli di Stato, ma anche in obbligazioni convertibili e in azioni di società», per sostenere le imprese “gracili”. «Se i risparmi venissero fiscalmente agevolati, con aliquote progressivamente ridotte in proporzione alla durata degli investimenti, mediamente più redditizi dei depositi in conto corrente, l’aumento dei rendimenti remunererebbe maggiormente i risparmiatori e lo Stato», osserva Patuelli. Ne varrebbe la pena visto che, ricorda Visco, i depositi delle famiglie, complice la pandemia, continuano a crescere: quelli delle imprese a maggio avevano raggiunto quasi 460 miliardi, quelli delle famiglie 900, rispettivamente il 16% e il 7% in più su base annua. Anche il governatore suggerisce alle banche «prodotti di risparmio gestito che consentano di indirizzare le risorse verso l’attività produttiva, anche sotto forma di capitale di rischio».Per far circolare il risparmio servono banche in salute: Visco ha elogiato le banche piccole e medie «in grado di competere sul mercato grazie alla loro capacità di innovare», segnalando però anche un numero non trascurabile di «piccoli intermediari che faticano ad adattarsi al mutamento del contesto esterno», e per i quali vanno avviati percorsi di risanamento. Bankitalia sottolinea l’importanza della riduzione dei costi, e annuncia indicazioni sugli interventi da effettuare e «misure a tutela dei depositanti, con l’obiettivo di contrastare l’innesco di crisi difficilmente reversibili».C’è poi il credito cooperativo, con i due gruppi che si sono costituiti: «La Banca d’Italia non smetterà di seguire questi intermediari», ha assicurato Visco.

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