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La Corte Ue non blocca l’Ema

La Corte di giustizia europea ha respinto la richiesta del Comune di Milano di sospendere il trasferimento da Londra ad Amsterdam dell’Autorità europea dei medicinali (Ema). Lo spostamento è stato deciso dal Consiglio Ue, a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.L’istanza era stata presentata dal Comune di Milano ed è relativa al procedimento sommario, instaurato dallo stesso comune meneghino avverso la controversa decisione del Consiglio Ue di assegnare la sede dell’Ema alla città olandese (causa C-182/18, Comune di Milano/Consiglio).

La richiesta di sospensione cautelare è solo parte della causa principale, che contesta la metodologia di assegnazione dell’autorità (da ultimo si veda ItaliaOggi del 15/3/2018, ma anche del 21, del 22 e del 23/2/2018). E nell’ambito di questa causa principale, nelle more del giudizio, palazzo Marino ha chiesto ai giudici europei di sospendere il trasferimento.

A riguardo, la Corte di giustizia europea, con una nota, ha chiarito che, affinché la richiesta di sospensiva possa essere accolta, «devono sussistere, cumulativamente, due presupposti»:

1) la verosimile fondatezza della domanda principale;

2) l’urgenza di provvedere (cioè l’impossibilità, per il richiedente, di attendere la decisione finale senza riportare danni gravi e irreparabili).

Quindi, i giudici Ue hanno anche aggiunto che: «La mancanza anche di uno solo dei presupposti comporta il rigetto della richiesta».

Bene, con l’ordinanza pronunciata nell’ambito del procedimento sommario, il vicepresidente della Corte, Antonio Tizzano, ha respinto, «per difetto del solo presupposto dell’urgenza e senza nulla anticipare sul merito della questione, la richiesta di sospensiva formulata dal Comune di Milano».

In sostanza, la Corte, non entra nel merito della verosimile fondatezza del ricorso, ma contesta la necessità di provvedere con urgenza alla sospensione del trasferimento, perché altrimenti, da questo, ne deriverebbero danni «gravi e irreparabili».

I giudici comunitari fanno, comunque, sapere che dal governo italiano non è arrivata alla corte di giustizia europea nessuna richiesta di sospensiva, in merito all’altro ricorso presentato: quello parallelo, mosso dall’esecutivo italiano avverso la decisione del consiglio europeo di collocare ad Amsterdam la sede Ema (causa C-59/18, Italia/Consiglio).

Comunque sia, la nota della Corte di giustizia europea chiosa: «Per sapere» con certezza «se i due ricorsi pendenti contro la scelta di Amsterdam come sede dell’Ema siano ritenuti fondati oppure no, bisognerà attendere la sentenza della Corte».

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