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La Corte non fa sconti a Berlusconi “A Veronica due milioni al mese”

Non c’è stata alcuna crisi economica. Nessun crollo del tenore di vita di Silvio Berlusconi, in seguito alla «crisi mondiale» iniziata nel 2008. A dimostrarlo, la classifica della rivista Forbes, che lo inseriva ancora «tra i 50 uomini più ricchi del pianeta». Così, in attesa della sentenza di divorzio, Silvio Berlusconi dovrà continuare a versare due milioni di euro al mese all’ex moglie, Veronica Lario.
Ieri mattina, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei legali dell’ex Cavaliere, che si opponevano alla sentenza della Corte d’appello di Milano di tre anni fa. Il leader di Forza Italia, nell’impugnare questa sentenza aveva documentato come dal 2008 — crisi economica — anche il suo reddito si fosse ridotto, invocando una cifra inferiore rispetto a quanto stabilito dai giudici. La Cassazione non si è convinta. Nel ricorso, i legali Pier Filippo e Paolo Giuggioli e Giorgio De Nova sottolineavano come il loro cliente avesse ammesso di avere un patrimonio «ultracapiente» e «di aver garantito alla moglie un tenore di vita assolutamente al di fuori di ogni norma». Con personale di servizio — cuochi, autisti, guardarobieri e segretaria personale — e «versandole ogni mese la somma di 50 mila euro». Per la Cassazione, in realtà, il matrimonio con Berlusconi, ha portato Veronica Lario ad abbandonare la sua professione di attrice — d’accordo con il coniuge — per dedicarsi ai tre figli, Barbara, Veronica e Luigi. Se «il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio » — è scritto nella sentenza di ieri — non conta più per quantificare l’assegno di divorzio (il riferimento è alla recente sentenza tra l’ex ministro Vittorio Grilli e Lisa Lowenstein), questo «ha ancora importanza sugli assegni di mantenimento in fase di separazione ». Nel 2009, la signora Berlusconi aveva avviato la richiesta di separazione «per colpa». Pochi mesi prima, in una lettera a la Repubblica, aveva incolpato il marito di una vita dissoluta, invocando «scuse pubbliche». Veronica Lario, dopo 19 anni di matrimonio, si era trasferita da Arcore nella villa di Macherio. In primo grado, il giudice le aveva riconosciuto un assegno di mantenimento di 3 milioni al mese. Ridotti a due in appello. Parallelamente, a Monza, nel febbraio 2014, i giudici avevano sancito il divorzio dei coniugi e fissato in 1,4 milioni, l’assegno che Berlusconi avrebbe dovuto versare all’ex moglie.
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