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La corte di Lussemburgo boccia il brevetto Ue

La corte di giustizia boccia il brevetto Ue. Il sistema giurisdizionale previsto dalla proposta della Commissione europea per l'istituzione del brevetto comunitario è, nel suo stato attuale, «incompatibile con i trattati» dell'Ue, secondo un'opinione degli avvocati generali della Corte europea di giustizia. L'opinione è stata resa il 2 luglio 2010, ma non è mai stata pubblicata sul sito ufficiale della Corte, e solo ora comincia a circolare. «Nel suo stato attuale, l'accordo prospettato, che creerebbe un sistema unificato di regolazione delle controversie in materia di brevetti, è incompatibile con i trattati» dell'Unione europea, scrive nel parere Juliane Kokott a nome di tutti gli avvocati generali della Corte. Questa presa di posizione, tuttavia, non deve necessariamente essere seguita dai giudici comunitari, che si esprimeranno su questo punto l'8 marzo prossimo. La Corte europea tiene conto delle opinioni espresse dai suoi avvocati generali e le segue nella grande maggioranza dei casi, ma non in tutti. La plenaria del Parlamento europeo voterà martedì a Strasburgo la proposta di procedere all'istituzione del brevetto comunitario attraverso la «cooperazione rafforzata» di un gruppo di Stati membri, per aggirare l'opposizione dell'Italia e della Spagna, contrarie al regime trilingue (anglo-franco-tedesco) del sistema proposto. La proposta del brevetto comunitario prevede la creazione di un sistema giurisdizionale unico (invece dell'attuale situazione in cui le controversie sono regolate dai tribunali nazionali di ogni paese interessato).

 

Sarebbe anche, però, un sistema «misto», perché basato su un accordo internazionale fra l'Ue, i suoi Stati membri e gli altri paesi terzi membri dell'attuale Convenzione del brevetto europeo (che non è un sistema comunitario).

Secondo la proposta, verrebbe istituito un «Tribunale dei brevetti Ue ed europei», che sarebbe composto di una Corte di prima istanza (comprendente una divisione centrale e divisioni locali e regionali), una Corte d'appello e un Ufficio del registro. Il Tribunale dei brevetti avrebbe anche la possibilità di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi su questioni riguardanti l'interpretazione dei trattati Ue o l'applicazione di atti delle istituzioni comunitarie

Nell'opinione degli avvocati generali della Corte si precisa che «il regime linguistico applicato nella divisione centrale del futuro Tribunale del brevetto europeo e comunitario potrebbe violare i diritti della difesa», e in particolare il diritto delle persone di difendersi nella lingua ufficiale dello Stato di appartenenza. Inoltre, «non sono sufficienti le garanzie che dovrebbero assicurare il primato del diritto Ue da parte degli organi di giurisdizione del brevetto», e insufficienti sono anche «i rimedi previsti in caso di violazione» dello stesso diritto comunitario. Il progetto di accordo, infine, «non risponde all'esigenza di garantire un controllo giurisdizionale effettivo, e un'applicazione corretta e uniforme, del diritto dell'Unione nei contenziosi amministrativi riguardanti la concessione dei brevetti comunitari», concludono gli avvocati generali.

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