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La Corte dei conti indaga sui reati tributari

di Giovanni Parente

La Corte dei conti accende un faro sui reati tributari. Nel piano di controlli 2012 dei magistrati contabili sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, una particolare attenzione sarà dedicata all'applicazione del regime penal-tributario, vale a dire a di quelle norme che fanno scattare la denuncia e il procedimento penale in presenza di determinate situazioni di evasione fiscale. A metterlo nero su bianco è stata la delibera 19/2011/G.
Il documento pubblicato ieri sottolinea, infatti, che «al contrasto penale dell'evasione è stata da sempre attribuita grande rilevanza». Nonostante questo però le «disposizioni specificamente adottate – e ciclicamente modificate – sono rimaste per lo più inapplicate o hanno avuto risultati del tutto insoddisfacenti e talvolta anche controproducenti». Una sorta di j'accuse sull'effetto deterrenza del Dlgs 74/2000, il provvedimento che ha rivisto la filosofia della precedente disciplina datata 1982 (quella delle «manette agli evasori»): legge che non aveva brillato per efficacia in virtù della «polverizzazione delle fattispecie repressive e del contestuale ingolfamento» delle aule giudiziarie (due talloni d'Achille riconosciuti dalla stessa Corte dei conti nell'ultimo rapporto di coordinamento di finanza pubblica). Dopo la riforma, tra il 2005 e il 2010 è comunque raddoppiato il numero sia dei soggetti denunciati (da 6.120 a 11.230) sia delle violazioni accertate (da 5.717 a 11.490) dalla Guardia di finanza. Un trend che potrebbe aumentare nel prossimo futuro. La manovra di Ferragosto dello scorso anno (Dl 138/2011, convertito dalla legge 148/2011) ha abbassato le soglie di punibilità per alcune violazioni oltre ad allungare i tempi di prescrizione. Mentre il decreto salva-Italia ha introdotto una sanzione per chi esibisce o trasmette all'amministrazione finanziaria atti o documenti falsi e per i contribuenti che comunicano notizie non rispondenti al vero se, a seguito di richieste di approfondimenti del fisco, si configurano violazioni penalmente rilevanti.
Ora i controlli della Corte dei conti mirano a individuare «i punti di debolezza del sistema che maggiormente pregiudicano l'effettiva incisività e capacità di deterrenza dell'attuale quadro normativo». E non è l'unico versante di contrasto all'evasione su cui è previsto un monitoraggio. Il raggio d'azione si sposterà anche sull'applicazione dell'interpello per disapplicare le disposizioni antielusive e alle altre forme di "richiesta" preventiva inviata alle Entrate, compreso il ruling internazionale.
Indagine anche sullo stato dell'arte della fatturazione elettronica, cercando anche di verificare gli eventuali oneri che l'obbligo di invio degli elenchi clienti/fornitori comporta per i contribuenti.
Altro fronte molto caldo è quello della riscossione: da un lato si è cercato di accelerare il recupero delle entrate – riconosce la Corte dei conti – mentre dall'altro sono state chieste misure che tengano conto della difficoltà a pagare i debiti con il fisco a causa della crisi economica. Ecco perché nei prossimi mesi si procederà a «verificare gli eventuali effetti negativi che può aver avuto la particolare evoluzione dei meccanismi di riscossione coattiva anche al fine di individuare gli opportuni correttivi».

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