Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Corte: banche, sugli aiuti di Stato decisione sbagliata dell’Antitrust Ue

L’Europa ha sbagliato a impedire all’Italia di salvare le proprie banche come Tercas, Etruria, Marche, CariChieti, CariFerrara. Le norme Ue davano in effetti la possibilità di intervenire a sostegno degli istituti in difficoltà con prestiti e capitali del Fondo interbancario di garanzia dei depositi (Fitd), perché usa soldi delle altre banche, quindi soldi privati, che non sono nemmeno «imputabili» allo Stato, anche se il fondo è previsto dalla legge. Quell’intervento non venne autorizzato da Bruxelles perché ritenuto «aiuto di Stato». Eppure avrebbe evitato la liquidazione delle banche e il «burden sharing», cioè l’azzeramento delle obbligazioni subordinate che hanno provocato centinaia di milioni di perdite a circa 300 mila tra soci e obbligazionisti delle banche saltate comprese Veneto Banca e Popolare di Vicenza È stato un errore che ha cambiato buona parte della storia bancaria recente.

Ci sono voluti sei anni ma l’Italia ha avuto ragione ieri davanti al più alto organo giurisdizionale Ue, la Corte di Giustizia, che ha confermato la sentenza del 2019 del tribunale di primo grado dando torto la direzione Concorrenza allora (e ancora) guidata da Margrethe Vestager. L’interpretazione restrittiva della Commissione Ue sugli interventi preventivi del Fitd provocò, di fatto, la risoluzione delle 4 banche nel 2015 e, fra le altre cose, influì anche sui prezzi dei crediti deteriorati che le banche avevano nei portafogli contribuendo a deprimere ulteriormente i patrimoni e la capacità delle banche di dare credito. Per poter aiutare gli istituti in crisi, il Fitd dovette creare uno «Schema volontario» usato nelle crisi più recenti come Carige e poi Bari (la salvatrice di Tercas si ritroverà a dover essere salvata). Esulta il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli che già dopo il primo grado aveva chiesto le dimissioni di Vestager. Patuelli ha ricordato come in CariFerrara l’intervento del Fitd fosse già stato approvato in assemblea. Per questo ha chiesto che «i risparmiatori e le banche concorrenti italiane vengano adeguatamente e tempestivamente risarcite per i gravi danni subiti per l’errore di diritto compiuto». Si può fare anche causa alla Ue: la via è però incerta, dato che ci sono pochi precedenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa