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La corsa Montepaschi In un giorno su del 19%

Alla vigilia dei conti annuali che saranno presentati questa mattina, Mps ha vissuto una galoppata di Borsa con un rialzo del 19% a 1,38 euro. Una fiammata insolita per una banca, ma che si spiega con le voci e le attese sul suo futuro. Ieri sera a Borsa chiusa l’istituto guidato da Guido Bastianini, su richiesta della Consob, ha negato i rumors della giornata: «Non è allo studio l’emissione da parte della banca di alcuna obbligazione subordinata e, per quanto concerne l’interesse di fondi internazionali, si precisa che alla data odierna il solo fondo Apollo ha richiesto accesso alla data room».

Oggi si vedrà la reazione degli investitori di fronte alla smentita, che rende meno competitivo lo scenario di vendita cui lavora il Tesoro, e ai numeri del bilancio. La banca ha già comunicato che chiuderà in forte perdita e che il 2021 terminerà con il patrimonio inferiore di 1,5 miliardi ai livelli fissati dalla Bce. Tanto che alcuni osservatori, come il fondo Bluebell di Giuseppe Bivona, hanno sollevato il tema della sussistenza della continuità aziendale.

Quando a fine gennaio rese noti i numeri del capital plan con la necessità di 2,5 miliardi di nuovo patrimonio, Mps indicò che stava lavorando per limitare l’ammanco nel primo trimestre che era stato stimato in 300 milioni. La Bce sarebbe comunque pronta a concedere a Mps un certo periodo di flessibilità grazie alle norme per contrastare l’emergenza Covid, consentendole così di operare anche sotto i livelli Srep in attesa che si definisca il quadro della cessione cui lavorano Mediobanca e Credit Suisse (lato Mps) e Merrill Lynch (lato Tesoro).

Patrimonio

Mps ha necessità di ricostituire il capitale: servono 2,5 miliardi, dal Tesoro e dai privati

Il conto finale è anch’esso già noto: la banca ha già indicato un aumento da 2,5 miliardi «a condizione di mercato», che il Tesoro dovrebbe coprire per il suo 64%. E la parte privata? Gli occhi sono tutti puntati su Unicredit, che sarebbe interessata a Mps per crescere sul mercato italiano. Ma non a tutti i costi, come ha spiegato di recente il presidente designato Pier Carlo Padoan. Per ora il dossier è congelato in attesa sia del nuovo governo che Mario Draghi sta cercando di formare sia del nuovo ceo di Unicredit, Andrea Orcel, che si insedia il 15 aprile prossimo. Ieri il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, sul tema ha detto a Bloomberg che se Unicredit acquisirà Mps «e non so se questo è il piano del nuovo amministratore delegato, aumenteranno la loro dimensione nel Paese. Allo stesso tempo entreranno nei problemi dell’integrazione di un player significativo».

Nel frattempo Mps sarà chiamata dalla DgComp, come ha dichiarato il 28 gennaio, a «presentare ulteriori misure di compensazione per il mancato rispetto» degli impegni del piano di ristrutturazione 2017-2021, ancora in vigore anche se Mps ha proposto un mese fa un nuovo piano stand alone.

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