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La corsa del Pil cinese spinge i listini Milano guida i rialzi con il 3,17%

I segnali di ripresa dell’economia cinese uniti agli annunci (o alle voci) di grandi operazioni di acquisizione hanno dato la spinta alle borse occidentali, in particolare a quella di Milano che con un rimbalzo del 3,17% recupera buona parte delle perdite (-4,3%) registrate da inizio mese. Bene sono andate anche le altre piazze europee, anche se con rialzi inferiori: Parigi +1,5%, Londra +1,11% e Francoforte, +1,44%. 
Gran parte della spinta alle borse è da attribuire ai risultati macroeconomici della Cina, che ha registrato una crescita del 2% nel secondo trimestre rispetto a quello precedente, portando l’aumento del Pil annuo al 7,5%, leggermente sopra la media delle previsioni. Positivi sono stati anche i dati cinesi sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale di giugno. Sembra dunque che Pechino si sia stabilizzata dopo un inizio d’anno incerto, anche se gli osservatori mostrano ancora incertezza: «Il dato sul Pil è in linea con le nostre attese, ma la ripresa è ancora fragile, data in particolare la correzione del mercato immobiliare» ha commentato Chang Jian, analista di Barclays a Hong Kong. «La ripresa dipende in ampia parte dal sostegno governativo». Non è un caso quindi se a non festeggiare siano state proprio le borse cinesi, con Shangai che ha chiuso in calo dello 0,15% e Shenzen dello 0,58%.
L’altro grande motore dei mercati di ieri è stato l’allentamento della tensione relativa alla crisi della banca portoghese Espirito Santo. L’istituto di Lisbona ha recuperato dai minimi storici con rialzi fino al 20% durante la giornata (per poi chiudere a +17%) grazie al sostegno assicurato dalla banca centrale del Portogallo in caso di necessità e alla disponibilità mostrata dagli azionisti dell’istituto a ricapitalizzare la banca. Il clima più sereno ha scatenato un rimbalzo generale dei titoli bancari in tutta Europa, fortemente penalizzati nei giorni scorsi per il timore di un effetto contagio. A Piazza Affari il rimbalzo ha riguardato l’intero comparto del credito, con il Banco Popolare salito del 7,98%, Ubi Banca del 5,86%, Intesa Sanpaolo del 4,27%, Bpm del 3,97%, Mediobanca del 3,77%, Bper del 3,14%, Unicredit del 2,5% e Mps del 2,24%. In miglioramento anche lo spread Btp/Bund che ha chiuso in calo a 162 punti base.
Anche Wall Street ha beneficiato del clima positivo offerto dalla Cina oltre che dalla forte spinta al settore delle fusioni e acquisizioni (come la mossa tentata da Newscorp su Time Warner per 80 miliardi di dollari). Hanno avuto un effetto solo parziale le parole della presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, secondo cui i titoli dei social media e delle biotecnologie sarebbero sopravvalutati.

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