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La corsa burocratica ai prestiti

La corsa ai prestiti garantiti c’è stata — e qualcuno li ha già ottenuti — ma senza le tensioni che i sindacati dei bancari temevano per ieri, giorno in cui gli strumenti messi in piedi dal governo con il decreto Liquidità hanno cominciato ad essere operativi. È da ieri che presso le banche i titolari di pmi o partita Iva o i professionisti possono chiedere un prestito garantito al 100% dal Fondo centrale di garanzia (gestito da Mcc-Mediocredito centrale) fino al 25% dei ricavi 2019 e comunque fino a 25 mila euro.

Nelle intenzioni del governo si tratta di un intervento di fornitura di liquidità immediata alle imprese, senza giudizi sul merito di credito del richiedente (tranne che non sia già considerato in sofferenza bancaria). La concessone del credito dovrebbe avvenire in 48-72 ore, anche se molto dipenderà dalla mole di domande alle banche.

I sindacati parlano di grande affluenza — di «ondate» di richieste ha parlato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni — fisicamente in agenzia su appuntamento o, più comodamente, via mail con i moduli scaricabili. Alcune banche hanno dato i numeri delle richieste del primo giorno: Mps ne ha ricevute 13 mila per 295 milioni di euro. Banco Bpm 8 mila per 140 milioni di euro. Unicredit dovrebbe aggirarsi sui 20 mila richiedenti, Credem su mille mila. Intesa Sanpaolo — che ha già erogato i primi prestiti — indica 1.300 domande processate (e 70 mila moduli scaricati), Bper conta 1.500 domande per circa 30 milioni.

Sicuramente per le banche sarà anche una sfida sui tassi di interesse, che comunque per legge non possono andare oltre il 2%. La Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, con il responsabile Stefano Barrese, chiederà dallo 0,04% all’1,13% in base all’importo e alla durata, massimi 72 mesi con inizio della restituzione dopo 24 mesi. Unicredit ha fissato fasce che vanno dallo 0% fino a 36 mesi all’1% per i prestiti a 72 mesi. Altri istituti stanno valutando l’offerta commerciale: perché comunque sempre di prestiti si tratta, non di denaro a fondo perduto che arriva dallo Stato.

Resta ancora da attivare la parte relativa ai finanziamenti oltre i 25 mila euro: quelli fino a 5 milioni per le imprese fino a 499 dipendenti, sempre coperti dal fondo centrale di garanzia (al 90% estensibile al 100% con i Confidi per prestiti fino a 800 mila euro per imprese più piccole) e quelli per le imprese medio-grandi garantiti dalla Sace. Per questi ultimi solo ieri è stato chiuso l’accordo con l’Abi per l’operatività della garanzia: sarà presentabile sul portale «Garanzia Italia» di Sace e l’ente di Cdp promette tempi brevi di risposta, in sole 48 ore per quelle con «procedura semplificata» per imprese medie e per richieste fino a 375 milioni di euro. Si tratterà comunque di vere pratiche di fido. E non è detto che tutti potranno accedere ai prestiti.

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