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La cordata Cdp va avanti. Nuova offerta entro martedì ma c’è l’incognita tariffe

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata intorno alla Cassa si appresti a presentare una lettera vincolante per l’acquisizione dell’88% di Aspi. Magari insieme a una serie di clausole e condizioni, che farebbero venir meno l’operazione ove non si andasse nella direzione auspicata. Fonti vicine al dossier ritengono anzi che la proposta verrà fatta – entro il 27 ottobre, ha chiesto Atlantia – e che sarà il più blindata possibile, tenuto conto del contesto. Probabilmente, anche nell’obiettivo di spingere la società a posticipare l’assemblea chiamata ad approvare il dual track per separarsi da Aspi (vendita all’asta o scissione). È pur vero che è sempre possibile interrompere il processo di scissione, nel caso in cui arrivasse una proposta soddisfacente per l’acquisto in blocco della partecipazione, e sottoporre l’operazione ad una nuova assemblea. Ma dal punto di vista dell’offerente è probabilmente meglio trattare con il consiglio, come accade in questa fase, piuttosto che rivolgersi all’assemblea dei soci (compreso il fondo Tci, ora al 10%).
Per questa ed altre ragioni, c’è almeno un filone di pensiero che considera positivamente l’ipotesi di presentarsi con un’offerta praticamente vincolante e con un prezzo abbastanza prossimo a quello finale, salvo verifiche e aggiustamenti, a conclusione di un percorso di due diligence accelerata di 4-6 settimane.
Ma fino a quando la proposta non viene presentata, nulla può essere dato per scontato. Anche perché alcuni aspetti fondamentali non sono ancora stati chiariti. Ad esempio la manleva – su cui la cordata ha messo un team di legali allo studio o l’approvazione del Pef e quindi degli aspetti tariffari. Il documento ha ricevuto ben otto “rilievi” da parte dell’Autorità competente. Il ministro dei Trasporti, in accordo con il Mef, può anche non recepirli, spiegare con un parere motivato perché non li accoglie e inviare comunque il documento così come è al Cipe, che a sua volta lo approva previo parere di un altro organismo tecnico, il Nars. Il Cipe può a sua volta licenziare il testo ma inserendo “prescrizioni” specifiche. Insomma, prima di avere certezze sul Pef – e dunque sulle tariffe e sul valore finale di Aspi – passeranno ancora mesi. È possibile arrivare ad una definizione di prezzo prima che tutto il percorso sia compiuto? Contrattualistica e ingegneria finanziaria possono molte cose, ma certo ci vuole una determinazione forte. Può aiutare il fatto che uno dei punti principali di contestazione dell’Autorità, il prezzo medio di aumento delle tariffe, è stato ribadito nella misura dell’1,75% in almeno quattro comunicazioni ufficiali tra Aspi e ministero (proprio su questo punto si sono levate le critiche dei 5 Stelle.
Nel frattempo, Atlantia ha riaperto la data room su Aspi anche agli altri soggetti che avevano manifestato interesse, visto che il periodo di esclusiva con Cdp è terminato senza una proposta vincolante. Ieri l’imprenditore Toto è tornato a farsi avanti ed ha anche incontrato i vertici della società, sembra confermando che invierà un’offerta. Ma fino a quando c’è in ballo l’ipotesi Cdp è difficile che altri candidati vadano fino in fondo.
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