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La Consob stringe su Unipol-FonSai

Le authority stringono i tempi sull’operazione Fonsai-Unipol mentre continua l’attesa del progetto alternativo di Sator e Palladio alla cui stesura i due fondi d’investimento sono ancora impegnati. L’Isvap, nei giorni scorsi, ha inviato alla Consob un primo parere sull’operazione nella quale si esprime un giudizio di congruità sull’idoneità del piano di salvataggio a riportare il margine di solvibilità prospettico della compagnia in zona di sicurezza (al 120% del livello minimo).
Ed ora in tempi relativamente brevi la commissione guidata da Giuseppe Vegas dovrebbe essere nella condizione di pronunciarsi sulle richieste di esenzione dell’Opa presentate da Unipol e che rappresentano una condizione irrinunciabile perchè l’operazione vada avanti. Probabilmente farà conoscere il suo responso non in questa settimana ma piuttosto nella prossima, all’indomani del suo annuale incontro con il mercato (lunedì 14 maggio) e prima dell’assemblea di Premafin (il 17 maggio in prima convocazione ed il 21 in seconda) convocata per approvare l’aumento di capitale da 400 milioni riservato ad Unipol. Le esenzioni sono diverse e riguardano l’Opa su Premafin, quelle a cascata su Fonsai e Milano Assicurazioni e quella finale che scaturirebbe dalla fusione con il gruppo Unipol.
Quello dell’Isvap è un primo parere (si presume positivo) ma non rappresenta l’autorizzazione vera e propria al progetto Premafin-Unipol il cui iter è ancora in corso e si concluderà nelle prossime settimane. L’Isvap, comunque, continua a insistere sul fattore tempo perchè il dissestato gruppo dei Ligresti venga rimesso in carreggiata al più presto possibile.
La maggiore incognita, al momento, continua a rimanere l’operazione alternativa a cui Sator e Palladio stanno lavorando e sulla quale anche ieri non è stato sollevato il velo. È pressochè scontato che il progetto verrà rivolto direttamente su Fonsai. Sul mercato circolano diverse ipotesi sulla forma che potrebbe assumere (un’opa o più probabilmente un aumento di capitale riservato o misto) ma dai diretti interessati ieri non è trapelato alcunchè. In attesa di una proposta alternativa che potrebbe scompaginare i giochi, tra Fonsai ed Unipol è intanto ripreso il confronto sui concambi della fusione finale. Il gruppo bolognese è fermo sulla sua proposta di giungere, post-integrazione, ad una percentuale di controllo del 66,7 per cento. I suoi interlocutori, sostenuti dalle perizie dei loro advisor, sperano di abbassare quella percentuale ad una quota intorno al 61-62 per cento. Comunque vada a finire non sarà una passeggiata.
Intanto ieri si è brevemente riunito il Cda di Premafin che ha chiamato l’avvocato Samanta Librio a sostituire nel board Oscar Pistolesi, dimessosi nei giorni scorsi. Il consiglio, ha detto un amministratore al termine della riunione – ha espresso soddisfazione per l’ultima pronuncia dell’Antitrust che, nei fatti, ha consentito alla trattativa con Unipol di andare avanti.
Oggi sarà la volta del Cda della Milano assicurazioni, la controllata quotata di Fonsai che deve ricostituire il suo board decimato dalle dimissioni imposte delle nuove norme sui doppi incarichi. In particolare deve essere sostituito il dimissionario presidente Angelo Casò. Per il suo posto circola il nome di Massimo Pini, già presente nel board e tra i fedelissimi della famiglia Ligresti.
Dovrà poi essere reintegrato l’intero comitato di indipendenti cui spetta la decisione finale sulla progettata fusione. All’ordine del giorno della riunione c’è anche l’esame dei conti trimestrali della compagnia che, secondo le attese, dovrebbero registrare un risultato positivo.
Infine, sul versante giudiziario, la procura di Milano ha avviato una rogatoria in Svizzera per interrogare Niccolò Lucchini, intermediario di Lugano tramite il quale sono state acquistate azioni Premafin dai due trust esteri che detengono il 20% della società. Il pm Luigi Orsi, titolare del fascicolo che vede indagati Salvatore Ligresti e Giancarlo De Filippo per aggiotaggio, sta concordando una data con i legali di Lucchini per andare in Svizzera a svolgere l’interrogatorio.

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