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La Consob riforma l’iter sanzionatorio

La Consob prepara una svolta “garantista”. Obiettivo: limitare al minimo i contenziosi legali che seguono molto spesso le sue multe, soprattutto dopo una sentenza del 26 marzo del Consiglio di Stato che insinuava il dubbio sulla correttezza del suo iter sanzionatorio. È per questo che ieri la Commissione di vigilanza ha avviato una consultazione con il mercato per modificare proprio il regolamento sui procedimenti sanzionatori: l’intenzione è di introdurre una nuova fase di interlocuzione diretta tra chi è sottoposto al procedimento e la Commissione. Insomma: in futuro chi sarà sottoposto a iter sanzionatorio potrà visionare – su sua esplicita richiesta – la relazione conclusiva dell’ufficio sanzioni prima che questa si traduca in multe.
Questa svolta, che è stata posta in consultazione tra gli operatori del mercato, nasce da una sentenza recente del Consiglio di Stato. Il 26 marzo scorso il Consiglio ha infatti sostenuto l’incompatibilità tra l’iter sanzionatorio della Consob e alcune norme del Testo unico della Finanza (gli articoli 187-septies comma 2 e 195), sollecitando proprio un maggiore contradditorio tra i soggetti accusati e la Consob. Questa sentenza si pone in contrasto con varie pronunce della Corte di Cassazione, ma l’Autorità di vigilanza – per evitare valanghe di ricorsi derivanti da quella sentenza – ha deciso di avviare comunque una modifica al suo regolamento. Per diventare, appunto, più garantista.
La novità, spiega un comunicato della Consob stessa, consiste nel rendere accessibili ai soggetti sotto accusa le valutazioni conclusive dell’ufficio sanzioni, prima che queste arrivino alla Commissione che decide eventuali sanzioni. Con ciò i soggetti interessati verrebbero ad avere, a richiesta, la facoltà di interloquire direttamente con il Collegio prima che esso eserciti le sue funzioni decisionali sugli eventuali provvedimenti sanzionatori da adottare. Viene pertanto introdotta un’ultima opportunità di difesa (a mezzo di controdeduzioni scritte) anche nei confronti del Collegio e non più soltanto dell’Ufficio sanzioni amministrative.
Per intenderci: attualmente l’ufficio sanzioni, al termine dell’istruttoria in cui ha esaminato presunti casi di illeciti, produce una relazione conclusiva che sottopone alla Commissione. Quest’ultima, su indicazione proprio dell’ufficio sanzioni, decide se comminare una sanzione o se archiviare il caso. In futuro, invece, ci sarà un passaggio intermedio. La relazione conclusiva dell’ufficio sanzioni diventerà accessibile – su richiesta – anche dei soggetti interessati, prima che arrivi alla Commissione. Dunque prima della decisione sulle sanzioni. I soggetti interessati hanno dunque la possibilità, preventiva, di produrre controdeduzioni e di interloquire con la Consob prima che questa decida sulla multa.
Per effetto delle modifiche proposte, il tempo massimo del procedimento passerebbe dagli attuali 180 giorni a 200 giorni. Questo per mettere la Commissione in condizione di valutare le controdeduzioni presentate dagli interessati. La consultazione con il mercato si chiude il 13 maggio. Tutti i contributi, conclude Consob, saranno resi pubblici salvo espressa richiesta di non divulgarli.

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