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La Consob manda gli ispettori alla Tim

La Consob manda gli ispettori nelle sedi di Telecom Italia per accertare se e quanto il primo azionista Vivendi influenza le scelte della società. Gli ispettori della Commissione, accompagnati dalla Guardia di Finanza, si sono presentati ieri mattina negli uffici della compagnia telefonica a Roma e a Milano per acquisire documenti. Hanno perquisito gli uffici del presidente Arnaud de Puyfontaine, che era a Parigi, dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, in sede al momento della visita, e le stanze dello staff di presidenza e del consiglio. Le perquisizioni sono terminate nel pomeriggio con l’acquisizione di documenti e la copia di alcuni file contenuti nei computer dei top manager «corporate».

Gli uffici di Giuseppe Vegas stanno vigilando da tempo su Tim e sulle mosse di Vivendi. Nei mesi scorsi hanno svolto audizioni, acquisito documenti e, da ultimo, venerdì scorso hanno chiesto chiarimenti alla società in merito alle indiscrezioni sul possibile passo indietro di Cattaneo. I documenti acquisiti ieri riguardano soprattutto i rapporti tra Tim e Vivendi, primo azionista della società con il 23,8%, e servono per accertare fino a che punto il gruppo francese è in grado di influenzare le scelte della società e valutare se esercita un controllo, inteso nel senso di «direzione e coordinamento» sul gruppo telefonico. Valutazione che ha già fatto la Commissione europea, su richiesta dello stesso gruppo francese, accertando a fine maggio l’esistenza del controllo «de facto» su Tim e per questo ha chiesto al gruppo presieduto da Vincent Bolloré di vendere la società dei multiplex Persidera, controllata dal gruppo telefonico, per poter mantenere questo ruolo.

La Consob deve accertare la stessa cosa, ma l’eventuale controllo avrebbe ricadute diverse da quelle decise a Bruxelles. Qualora venisse accertato un ruolo di «direzione e coordinamento» da parte dei francesi, la Consob potrebbe infatti imporre a Vivendi di consolidare i conti di Tim nel proprio bilancio. Vivendi tuttavia è una società francese e quindi Vegas dovrebbe trasmettere la richiesta ai colleghi parigini dell’Amf perché valutino il caso. Consolidare pro quota i conti di Tim vorrebbe dire per Vivendi aggiungere al proprio bilancio 4 miliardi di fatturato e 2 di margine operativo (Ebitda), ma anche circa 5 miliardi di debiti.

Federico De Rosa

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