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La Consob guarda a Bankitalia

La Consob punta sulla continuità gestionale, sulla mobilitazione del risparmio per favorire la crescita e su maggiori sinergie con Bankitalia: lo ha affermato il presidente designato, Paolo Savona, durante un’audizione alla camera, riferendo della sua nomina al vertice dell’authority dei mercati finanziari. «C’è una macchina che funziona e non ho intenzione di fare rivoluzioni. Allo stato attuale le mie idee su ciò che debba essere fatto, in aggiunta a quanto già si fa, possono essere solo intenzioni da sottoporre alla valutazione di fattibilità pratica, politica e organizzativa in ambito degli organi Consob, senza creare discontinuità nella gestione».Una delle cose più importanti da favorire, ha aggiunto Savona, è «l’aumento delle sinergie con Bankitalia: il rapporto con Bankitalia è la mia prima preoccupazione. Il collegamento è essenziale, perché uno dei punti emersi dalla Commissione di indagine sulle banche è che le due autorità non hanno collaborato abbastanza».

Un altro capitolo determinante, soprattutto in questo momento delicato, riguarda il risparmio: «Il vero punto di forza del paese, di cui tuttavia l’Italia non beneficia pienamente per carenza di fiducia sul futuro, che induce intermediari e risparmiatori a farne uso all’esterno del paese. Gli italiani percepiscono un rischio interno elevato e un’insufficiente protezione del risparmio. Le leggi e i regolamenti di protezione del risparmio non bastano per ristabilire la fiducia. L’unico vero modo per proteggere il risparmio è portarlo al servizio della crescita in un mercato aperto alla libera concorrenza». Secondo il presidente designato della Consob, il triplice obiettivo di «proteggere il risparmio, mobilitarlo per la crescita e minimizzare il rischio» potrà beneficiare delle nuove tecnologie informatiche di valutazione, che la moderna scienza ha elaborato, piuttosto che dell’accrescimento delle norme sui poteri di controllo. «Non è necessario aumentare i poteri delle autorità di controllo, ma gli strumenti per ridurre la soggettività dell’azione di gestione e la trasparenza dei processi decisionali, anche grazie all’intelligenza artificiale».

Savona si è poi soffermato sulla questione dell’incompatibilità della sua nomina: «Sono passati 30 giorni dalla designazione alla presidenza e, quindi, governo e parlamento hanno avuto il tempo di consultare i propri legali al fine di pronunciarsi sui quesiti emersi. Non ho mie informazioni personali da portare in argomento e insisto nel dire che se la nomina è legittima, come sono stato assicurato, sarò felice di esercitare le nuove funzioni nell’interesse del paese, altrimenti non brigherò, come non ho mai brigato, per entrare in carica. Anzi, la tentazione alla mia età è forte di tornare a prendere il sole in Sardegna». Savona ha assicurato di avere «cessato ogni genere di attività prima di cominciare da ministro».

La precisazione è arrivata dopo che l’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone aveva acceso un faro sui rapporti intrattenuti da Savona con un fondo lussemburghese e con quello inglese, Euklid, di cui era presidente. L’interessamento dell’Anac sulla vicenda è avvenuto alla vigilia del parere non vincolante che il parlamento deve esprimere prima che l’esecutivo firmi e trasmetta il decreto di nomina alla presidenza della repubblica. Savona ha aggiunto di non avere pensato alle dimissioni da ministro degli affari europei prima dell’avvio dell’iter di nomina per diventare presidente della Consob, e ora «il tempo trascorso non si può recuperare».

Giacomo Berbenni

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