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La Consob farà vigilanza attiva

Rilanciare il mercato e la Consob, nell’ambito di una vigilanza proattiva. L’era del nuovo presidente Mario Nava, che si era insediato ufficialmente negli uffici dell’authority in aprile, si è aperta con un discorso orientato al futuro: una vigilanza «che vuole anticipare, facilitare e orientare, una vigilanza sostanziale che aiuta il lato dell’offerta e tutela la domanda, e non una vigilanza solo formale o solo sanzionatoria». In sostanza, prevenire è meglio che curare.A Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa italiana, all’incontro annuale con il mercato finanziario, era quasi del tutto assente il mondo politico, al quale il presidente ha lanciato un messaggio chiaro: la vigilanza proattiva riguarderà anche le dichiarazioni dei rappresentanti delle istituzioni. «I mercati sono essenziali per la nostra prosperità, ma sono anche una cosa delicata che bisogna evitare di perturbare», ha detto Nava. «Il rispetto dell’indipendenza della Consob e il rispetto dei delicati meccanismi di mercato da parte di tutti gli operatori di mercato e di tutti i decisori politici è essenziale per la stabilità e la prosperità economica del paese». Nava ha aggiunto che «avremo un’interazione ottima con il nuovo governo».

Stabilità del sistema che non può prescindere dalla permanenza nell’euro: «Io sono presidente dell’autorità responsabile del risparmio degli italiani e il risparmio degli italiani è espresso in euro: per me non c’è nessunissimo dubbio che l’euro è solido come la roccia».

Tutela del risparmio che, tuttavia, non può significare azzeramento del rischio di investimento, perché «la regola numero uno della finanza è no risk no return: se non c’è rischio non ci può essere rendimento. Il risparmio è diverso dall’investimento».

Saranno sei le linee guida delle azioni della Consob: il sostegno all’accesso al mercato, a partire dalla rimozione degli ostacoli alla quotazione; la qualità delle imprese sul mercato, con una borsa oggi ancora troppo piccola e troppo dipendente da titoli finanziari; la tutela del risparmio e degli investitori; l’educazione finanziaria («non c’è peggior investitore di chi non sa di non sapere»); il potenziamento dell’Arbitro per le controversie finanziarie; una rinnovata attività internazionale dell’authority. Proprio su quest’ultimo punto Nava ha lanciato un monito ai politici: «In ambito europeo bisogna fare le regole e non subirle e, per farle, bisogna partecipare in maniera continuativa e attiva. Partecipare poco o passivamente a questi processi significa accettare di adattarsi alla regole fatte da altri».

Il numero uno della Consob si è anche soffermato su questioni tecniche. Per esempio, la soglia dello 0,5% per dichiarare le posizioni ribassiste sui titoli di stato è troppo alta e andrebbe diminuita.

«Le posizioni vengono monitorate ogni giorno, ma la soglia è troppo alta in rapporto allo stock esistente. È una cosa che discutiamo con la Banca d’Italia e che abbiamo segnalato all’Esma (l’autorità europea dei mercati finanziari, ndr)». Nava ha inoltre commentato l’accordo siglato venerdì scorso con via Nazionale, che rappresenta «un cambio di passo» nelle relazioni: «Si prevede la centralità di un comitato strategico di alto livello, sarà al centro dello scambio di informazioni».

Intanto sono aumentate nel 2017 le sanzioni inflitte dalla Consob a soggetti responsabili di abusi di mercato: il loro valore è stato di 27,8 milioni di euro, contro i 7,8 del 2016, nei confronti di 550 soggetti.

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