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La Consob decide sullo «scoperto»

di Rossella Bocciarelli

«Entro il 30 settembre decideremo con gli altri Paesi che hanno adottato» il divieto di vendita allo scoperto. Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas ha affrontato ieri la questione "short selling". «Abbiamo fatto delle conference call», ha aggiunto il numero uno dell'autorità di vigilanza sui mercati, «e venerdì renderemo nota la decisione che sarà coordinata, anche se non concordata perchè è una decisione individuale, il problema non è italiano ma europeo».

Come si ricorderà, il provvedimento adottato il 12 agosto scorso anche in altri paesi (Spagna Francia, dove sarà in vigore fino all'11 novembre prossimo, Belgio e Grecia) è per sua natura un tipo di provvedimento controverso, che tuttavia, come ha sottolineato ieri Vegas in alcuni momenti di particolare irrazionalità dei mercati, può avere una sua efficacia: «È difficile darne una dimensione quantitativa – ha spiegato Vegas – ma c'è stato un raffreddamento delle dinamiche negative del mercato». Le vendite allo scoperto, ha proseguito il presidente della Consob, «non sono un mostro, ma non sono nemmeno ininfluenti, ad esempio su una nostra banca nell'occhio del ciclone sono stati abbastanza rilevanti, agevolando comportamenti speculativi». E, a testimonianza degli effetti su alcuni speculatori, Vegas ha ricordato che «operatori rilevanti hanno chiesto l'esenzione come liquidity provider» e se lo hanno chiesto – ha dedotto Vegas – «vuol dire che hanno avuto delle perdite». E' dunque improbabile che, tenendo conto del fatto che in altri paesi il blocco durerà ancora un mese e mezzo, Consob voglia dare venerdì prossimo un segnale di "cessato allarme sui mercati".

La scelta meno complessa, in altre parole potrebbe essere proprio quella di una proroga dei termini del provvedimento.Ma non ci sono soltanto i limiti allo short selling nello strumentario dell'Autorità di controllo dei mercati e, soprattutto, in quello delle regole che potrebbero essere ritoccate allo scopo di far fronte a momenti di forte volatilità. Secondo Vegas, oltre ai limiti alle vendite allo scoperto, per raffreddare i mercati possono essere prese altre iniziative come sui Cds (Credit default swap) e gli high frequency trade (sistemi che ripetono operazioni di acquisto e vendita in Borsa varie volte al secondo). Facendo presente che gli high frequency trader, in queste condizioni di mercato tendono ad accentuare il trend naturale e, in qualche caso, a fare il prezzo, il presidente della Consob ha osservato che è allo studio l'ipotesi di limitarli, «adottando anche da noi meccanismi di raffreddamento già adottati da altri Paesi». Altrettanto vale per i credit default swap. Secondo Vegas sarebbe ragionevole che queste decisioni venissero prese a livello europeo così come è accaduto per lo short selling: «in tal caso, come regolatori italiani – ha concluso Vegas – non potremmo esimerci dall'adottare queste misure per raffreddare temporaneamente i mercati». Insomma, di fronte alla crisi del debito sovrano e alle turbolenze dei mercati finanziari bisogna avviare una riflessione sulla definizione di «una regolamentazione temporanea per avere qualche garanzia in più». Vegas ha ricordato che la Commissione é al lavoro sugli Etf «per semplificare e renderli più trasparenti: si tratta di piccole armi che non risolvono i problemi del mercato turbolento, ma lo possono raffreddare».

Quanto alle agenzie di rating, Vegas ha citato le parole di ieri del presidente della Cei, Angelo Bagnasco secondo cui le agenzie «hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie» definendole un «un poco forti» ma condividendole nella sostanza e invitando a riflettere sul tema.

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