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La Consob dà il via libera all’aumento Monte Paschi

L'aumento di capitale di Banca Mps entra in dirittura d'arrivo. L'autorizzazione di Consob alla pubblicazione del prospetto informativo è arrivata ieri e oggi il consiglio d'amministrazione del gruppo senese deciderà le condizioni di emissione delle azioni: in particolare, il prezzo di sottoscrizione, il numero di titoli ordinari da emettere, l'esatto ammontare dell'aumento di capitale (la cui oscillazione è tra 2 e 2,471 miliardi) e il rapporto di opzione.

Se per conoscere il prezzo bisognerà aspettare la delibera del consiglio (l'attesa è per uno sconto del 25% a 0,60 euro per azione, con i diritti a 0,12 euro), l'ammontare della manovra è già quantificabile: si tratta di 2,152 miliardi, per effetto dell'aumento da 2 miliardi e del risultato dell'Opa sui 471 milioni del prestito Fresh 2003 lanciata da Mediobanca e finalizzata a confluire nella parte variabile di aumento. L'offerta ha portato a casa 152 milioni appunto, non avendo aderito la Fondazione Mps (che del prestito detiene 290 milioni) e possessori di quote minori per 29 milioni.

La Fondazione ha fatto sapere che dopo l'aumento di capitale convertirà i titoli Fresh in azioni ordinarie di Banca Mps, come previsto dal regolamento del prestito. «La decisione – ha spiegato l'Ente senese – è di natura esclusivamente finanziaria». In pratica, limiterà il numero delle azioni che saranno emesse dalla banca in fase di aumento di capitale e dunque avrà effetti anti-diluitivi, contribuendo a non far lievitare troppo l'esborso a carico del maggior azionista, che comunque dovrà mettere mano al portafoglio per circa un miliardo.

Il primo giugno scorso, la Fondazione Mps ha venduto sul mercato attraverso Goldman Sachs 450 milioni di titoli Mps ex privilegiati (6,7% del capitale di Rocca Salimbeni) al prezzo di 0,823 euro, incassando 370 milioni. La banca d'affari americana ha offerto agli investitori l'intero pacchetto a 0,835 euro, con qualche ricaduta negativa sul corso del titolo che è ormai sotto quota 0,80 e ieri ha chiuso a 0,7426 (-3,14%).

A questo punto, la Fondazione detiene il 42,27% delle azioni ordinarie di Banca Mps, il 48,14% dell'ammontare complessivo di ordinarie e privilegiate, e il 48,28% dell'intero capitale sociale (con i titoli di risparmio). Ma, considerato che le azioni ordinarie sottostanti il convertibile Fresh 2008 (da un miliardo di euro) detenute da JpMorgan ma date in usufrutto a Banca Mps, sono sterilizzate fino al momento della conversione, la Fondazione possiede il 50,36% dei diritti di voto in assemblea straordinaria. Fermo restando che, come fanno notare a Siena, per quanto riguarda le assemblee ordinarie non può avere, né ha mai avuto, la maggioranza assoluta.

La conversione del Fresh 2003 e i contratti di acquisto sui diritti di voto del Fresh 2008 garantiscono anche in prospettiva alla Fondazione il controllo di fatto sulle assemblee straordinarie. Una certezza che comunque a questo giro l'Ente pagherà caro, considerato che ai 370 milioni incassati con la vendita dei titoli privilegiati, per arrivare alla dote di un miliardo, ha dovuto aggiungere un finanziamento di 600 milioni acceso con un pool di banche italiane e straniere, oltre a utilizzare la liquidità disponibile.

Per quanto riguarda l'aumento di capitale di Montepaschi, che sarà appunto di 2,152 miliardi, il periodo di esercizio dei diritti di opzione partirà il 20 giugno e si concluderà l'8 luglio, mentre la negoziazione in Borsa dei diritti relativi alle azioni ordinarie inizierà il 20 di questo mese e terminerà il primo luglio. Entro il mese successivo alla scadenza del periodo di offerta, Banca Mps offrirà poi in Borsa gli eventuali diritti non esercitati.

 

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