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La Consob contesta il prezzo dell’Opa Camfin

Un’intesa tra le parti ai danni del mercato. È questo il dubbio che la Consob, la Commissione che vigila sulla Borsa, ha ventilato ai protagonisti del-l’offerta pubblica lanciata su Camfin, la holding di controllo della Pirelli.
La contestazione è rivolta alla Lauro 61, il veicolo partecipato da Marco Tronchetti Provera, dalla famiglia Acutis e dai Rovati e alla Unicredit, per il suo ruolo di finanziatore, azionista e advisor dell’intera operazione. La società nata per acquistare le azioni Camfin dal gruppo Malacalza avrebbe dichiarato un prezzo inferiore (0,8 euro) a quello che ragionevolmente le parti avrebbero attribuito ai titoli se non ci fosse stata contestualmente un’altra operazione, l’acquisto da parte dei Malacalza di una partecipazione diretta in Pirelli. Dichiarare quel valore e non uno più elevato è stato decisivo per stabilire il prezzo dell’Offerta pubblica su Camfin, attualmente in corso proprio a 0,8 euro per azione. Oraquel prezzo potrebbe essere rivisto al rialzo.
Secondo la Consob, l’arrivo di Lauro ai vertici di Pirelli deve essere letto non come una singola operazione, ma come una scalata avvenuta in tre mosse. La prima è la cessione della quote dei Malacalza in Camfin a Lauro 61, la seconda è l’investimento della somma incassata da parte della famiglia genovese in titoli Pirellivenduti da soci del patto Pirelli (Allianz e Fonsai), la terza è un accordo transattivo tra i Malacalza e Tronchetti Provera a deporre le armi nel contenzioso in corso per il controllo del gruppo degli pneumatici.
L’obiettivo dei Malacalza era di uscire dai patti stipulati in Camfin, trasformando la propria partecipazione nella holding, pari a un 6,7% indiretto in Pirelli, in una partecipazione diretta nella Bicocca della stessa entità. Alla fine dei giochi, però, i Malacalza si trovano in portafoglio una quota di Pirelli superiore (6,98% del capitale) per un valore dei singoli titoli pari a 7,8 euro. Dal materiale raccolto dalla Consob, tuttavia, risulterebbe che con i proventi della cessione, circa 255 milioni di euro, i Malacalza avrebbero dovuto ottenere il 6,7% a un prezzo di carico di 8 euro. Grazie allo sconto concesso dai venditori delle azioni Pirelli, Allianz e Fonsai, sui quali secondo le ricostruzioni avrebbero agito rispettivamente Marco Tronchetti Provera e Unicredit, (molto vicina alle sorti della compagnia assicurativa dei Ligresti), i Malacalza ottengono più di quanto sperato e depongono le armi nella contesa legale con Tronchetti.
Per la Consob si tratterebbe di uno scambio di azioni Camfin e Pirelli, nell’ambito del quale però alle Camfin è stato riconosciuto un valore (0,8 euro per azione), inferiore a quello che realmente è stato corrisposto ai Malacalza. La contestazione è stata recapitata agli interessati, tocca ora a Lauro 61, Tronchetti Provera e Unicredit difendersi. L’Opa sulla Camfin terminerà il 13 settembre.
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