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La Consob alza la guardia sulle truffe

di Chiara Bussi

Piccoli Madoff crescono. Mentre prosegue l'inchiesta sulla maxi-truffa da 170 milioni di euro della Egp, la conferma nero su bianco di un fenomeno in aumento arriva dai provvedimenti della Consob nei confronti dei promotori finanziari: nel 2010 le sanzioni hanno viaggiato all'insegna del raddoppio rispetto al 2009, raggiungendo quota 146, il livello più alto degli ultimi dieci anni. È intanto in arrivo un giro di vite per gli agenti finanziari e i mediatori creditizi, sotto l'ombrello della vigilanza della Banca d'Italia.

Lo scorso anno 78 promotori hanno ricevuto il "cartellino rosso" dalla Consob e sono stati radiati dall'Albo (contro 43 del 2009). La mappa geografica degli espulsi tratteggiata dalle delibere (si veda nella cartina a fianco) mostra la provincia di Roma in testa, seguita da quella di Napoli. Ma la metà dei radiati opera nel Nord.

Alcune tattiche sono ricorrenti: somme di denaro sottratte alla clientela (spesso per finanziare la ristrutturazione della casa o l'auto del promotore), o contraffazione della firma del cliente per poter effettuare operazioni non autorizzate e intascare i profitti. Ma anche la promessa di alti rendimenti per far sborsare compensi (tra l'altro non previsti dalla disciplina di riferimento) ai risparmiatori fidelizzati. E non mancano le truffe di nuova generazione, come l'utilizzo abusivo delle password. Tutte violazioni gravi, che in genere hanno risvolti penali e approdano in Tribunale. In 61 hanno invece incassato il "cartellino giallo" e sono stati sospesi (da uno a quattro mesi a seconda dei casi). Altri sei se la sono cavata con un richiamo scritto e uno ha dovuto versare una sanzione pecuniaria. Complessivamente dal 2000 al 2010 sono stati 1.054 i promotori che hanno violato le regole del gioco e hanno dovuto pagare.

Numeri piccoli, se si pensa che i promotori finanziari sono circa 60mila, dei quali 30mila esercitano effettivamente l'attività. Ma che indicano un fenomeno in crescita. Molto spesso – spiegano dall'Autorità guidata da Giuseppe Vegas – è l'intermediario (la banca o la Sim) a sporgere denuncia, notando un comportamento illecito del suo promotore o dopo aver ricevuto una segnalazione dal risparmiatore tradito. «In altri casi – fanno sapere dalla Consob – apriamo un dossier in seguito a verifiche ispettive: ci insospettiamo, per esempio, quando le procedure di contratto non sono adeguate, per una politica commerciale troppo aggressiva o quando ci accorgiamo di un alto numero di reclami». In questa fase entra in azione il Vap, la divisione Vigilanza e albo promotori di Milano. Una task force di 14 persone che ha un anno di tempo per accertare la violazione. Se le regole sono state infrante, la palla passa all'Ufficio sanzioni amministrative di Roma: 16 esperti che stabiliscono il provvedimento adatto.

Se per i promotori l'arbitro è la Consob, la vigilanza sull'operato degli agenti finanziari e dei mediatori creditizi spetta alla Banca d'Italia. Un esercito di oltre 190mila operatori iscritti negli elenchi tenuti finora dall'Istituto di via Nazionale, «con requisiti professionali limitati e di onorabilità autocertificati, con assenza di criteri patrimoniali», come ha sottolineato Roberto Rinaldi, capo del Servizio supervisione intermediari specializzati della Banca d'Italia nel corso di un convegno organizzato dalla Fimec (la Federazione dei mediatori) lo scorso novembre. Per loro sono in arrivo alcune novità su controlli e requisiti introdotte dal decreto legislativo 141 dell'agosto 2010. Entro la fine dell'anno sarà un nuovo organismo a gestire gli elenchi ed esercitare la funzione di controllo, con la possibilità di effettuare ispezioni e di comminare sanzioni. Vi siederanno, oltre a un rappresentante del ministero dell'Economia, le diverse categorie del settore e sarà sottoposto alla vigilanza della Banca d'Italia. Criteri più rigidi anche per l'accesso, insieme a una maggiore responsabilizzazione: agenti e mediatori hanno l'obbligo di stipulare una polizza di assicurazione per coprire eventuali danni arrecati nell'esercizio dell'attività. Anche l'intermediario diventa responsabile per i danni causati dall'agente.

«Tutti passi nella giusta direzione, ma bisogna fare di più sul fronte della vigilanza intensificando gli sforzi», dice Pietro Giordano, segretario generale vicario di Adiconsum che dal 2003 al 2010 ha ricevuto circa 10mila segnalazioni a livello nazionale e altrettante attraverso la rete sul territorio. «Le truffe più frequenti – conclude – sono architettate da operatori del settore finanziario, dipendenti bancari o promotori finanziari o ex promotori che raggirano i singoli risparmiatori. Spesso l'operatore instaura con il cliente un rapporto di fiducia. L'aspetto più deleterio è il passaparola, che agisce da effetto moltiplicatore. Per questo invitiamo le autorità a non abbassare la guardia e i consumatori a non fidarsi di chi offre guadagni facili».

 

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