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La concorrenza sui voli brevi che soffoca le compagnie «Ne resteranno solo cinque»

«Alla fine ne resteranno soltanto cinque: noi, il gruppo Lufthansa, Air France-Klm, Iag (holding di British Airways, Aer Lingus, Iberia, Vueling, ndr ) e forse easyJet», ripete da mesi Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, la principale low cost d’Europa.

Anche altri capi delle compagnie aeree concordano sulla dinamica, senza sbilanciarsi sui numeri: nei prossimi mesi, sostengono, assisteremo a una fase di consolidamento che ridurrà il numero dei vettori sui cieli europei anche attraverso fallimenti, acquisizioni e spartizioni come dovrebbe accadere per Air Berlin, seconda compagnia della Germania, fallita a Ferragosto e che dovrebbe essere spartita tra Lufthansa ed easyJet.

C’è così tanta competizione che i voli di breve e medio raggio sono diventati poco profittevoli o addirittura fonte di perdite per alcuni aziende «tradizionali» (chiedere, per esempio, ad Alitalia) e da poco tempo anche per qualche low cost che conta magari su una flotta ridotta e su pochi collegamenti in aeroporti iper-serviti. Monarch Airlines (5,44 milioni di passeggerei trasportati l’anno passato) è soltanto la vittima più recente. Rovinata dal calo costante delle tariffe innescato dalle compagnie a basso costo e imitato da quelle classiche, dalla Brexit (l’uscita del Regno Unito dalla Ue) e dall’indebolimento della sterlina, dagli attacchi terroristici a Parigi, Bruxelles, Londra, Barcellona, ma anche nelle classiche mete del turismo anglosassone come Tunisia, Egitto, Turchia.

Risultato: le rivali — a partire dalle principali low cost Ryanair (116,8 milioni di passeggeri nel 2016) ed easyJet (74,5 milioni) — si sono concentrate nelle località di villeggiatura già servite da Monarch e ritenute al riparo da instabilità politica e dall’estremismo religioso (Portogallo, Spagna, Italia, Grecia), l’eccessiva disponibilità di posti offerti ha abbattuto i prezzi azzerando così i margini di guadagno del vettore britannico. Nell’ultimo anno finanziario i profitti di Monarch — 35 Airbus A320 e un Boeing 737 in flotta secondo la società d’analisi FlightGlobal — sono scesi del 70%.

La dinamica proseguirà. Per questo altre piccole e medie low cost — o ibride — in Europa, secondo alcuni analisti, vanno incontro a un periodo complicato che potrebbe finire con il loro fallimento o l’acquisizione da parte di altre aviolinee interessate più ad avere accesso ad altri mercati. E tutto questo senza considerare l’impatto devastante di un eventuale aumento del prezzo del petrolio che rappresenta di solito circa un terzo dei costi complessivi.

Nel prossimo triennio in Europa si prevedono meno compagnie aeree. E, purtroppo per noi, anche meno voli Milano-Londra a 20 euro. Andata e ritorno, tasse incluse.

Leonard Berberi

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