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La compliance spinge il gettito Iva

I contorni non sono ancora ben definiti ma l’effetto comincia a delinearsi. Nelle entrate tributarie di luglio si vede, infatti, una prima traccia delle nuove comunicazioni Iva e in particolare del primo invio trimestrale dei dati delle liquidazioni (la scadenza era il 12 giugno scorso).
In un contesto caratterizzato da un incremento dell’1,6% (entrate complessive per 247,7 miliardi di euro nei primi sette mesi dell’anno) seppure con uno sfasamento sull’autoliquidazione dovuto sia al diverso calendario rispetto al 2016 sia alle proroghe arrivate tra luglio e agosto, il trend sull’Iva fa registrare ancora un aumento (quasi 2,8 miliardi in più corrispondenti a una crescita del 4,4%). Dietro le ragioni dell’aumento c’è ancora l’effetto dello split payment (circa 5,9 miliardi nei sette mesi) anche se la spinta propulsiva sembra essersi un po’ ridotta considerato il calo del 2,9% (176 milioni) sullo stesso periodo considerato per il 2016. La spiegazione va ricercata nella nota tecnica diffusa dal dipartimento delle Finanze: la dinamica «risente dell’andamento delle spese delle pubbliche amministrazioni e dei relativi pagamenti verso i fornitori». Mentre bisogna considerare che l’influsso benefico per l’Erario (a cui, però, corrisponde un peggioramento in termini di liquidità per imprese e professionisti fornitori della Pa) derivante dall’allargamento del meccanismo di scissione dei pagamenti imposto dall’ultima manovrina (Dl 50/2017) si potrà riscontrare solo a partire dall’autunno. A questo fa, invece, da contraltare l’induzione alla compliance prodotta dalle nuove comunicazioni trimestrali dei dati sulle liquidazioni Iva e dal successivo incrocio delle informazioni che «potrebbero già aver prodotto effetti positivi sul gettito» come spiega sempre la nota tecnica.
Più in generale le imposte indirette sono in salita del 2,3% se si depura il risultato del canone Rai (che nei primi sette mesi dell’anno grazie al pagamento nella bolletta elettrica raccoglie poco più di un miliardo di euro). A luglio si riflette anche un andamento positivo delle imposte sulle transazioni immobiliari (266 milioni di euro in più) e in particolare del registro. Sul fronte delle entrate congiunturali, invece, si segnala un nuovo calo per i l mercato dei giochi (-0,8%) che resta in attesa dell’intesa Stato-Regioni all’ordine del giorno della riunione di domani.
Sulle autoliquidazioni il calendario fiscale disallineato e poi rimodellato dalle proroghe rende poco significativo l’aumento di 392 milioni (+0,3%) rispetto a gennaio-luglio 2016. In realtà l’Ires (un miliardo in meno corrispondente a un -6,9%) risente del differimento dei termini di versamento a luglio e agosto anche se i primi dati su agosto prospettano un recupero del gettito rispetto a luglio. Da segnalare, poi, nel calderone delle «Altre dirette» l’introito di 444 milioni di euro che derivano dalla voluntary disclosure sui capitali all’estero.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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