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E la compliance dà più tempo

Il fisco rispetta le ferie dei contribuenti e concede loro tempo fino al 30 settembre per fornire i dati e i documenti richiesti a eseguito di controlli formali e inviti alla compliance. Come già avvenuto lo scorso anno, in assenza di un intervento legislativo tocca all’Agenzia delle entrate prorogare i termini in via amministrativa. Il provvedimento è arrivato ieri, dopo che nei giorni scorsi commercialisti e consulenti del lavoro avevano richiesto pubblicamente il differimento delle scadenze, al fine di evitare adempimenti e obblighi nel mese di agosto (si veda ItaliaOggi del 14 e 15 luglio 2016).

Lo slittamento interessa diverse tipologie di atti. Si tratta in primo luogo dei controlli formali 36-ter, ossia l’attività di verifica della corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione (redditi, ritenute, detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta ecc.) con la documentazione conservata dal contribuente e/o trasmessa al fisco da altri soggetti (sostituti d’imposta, enti previdenziali e assistenziali, banche, assicurazioni ecc.). Le richieste di documentazione, recapitate ai contribuenti a partire dalla metà di giugno, riguardano i modelli Unico 2014, relativi ai redditi prodotti nell’anno 2013.

A questi si aggiungono circa 280 mila lettere di compliance, vale a dire «alert» preventivi su possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati. Qui le comunicazioni si articolano in ambiti oggettivi e temporali più ampi: dalle anomalie riscontrate su soggetti che gestiscono apparecchi da gioco per il 2011 a quelle riguardanti diverse categorie reddituali delle persone fisiche per il 2012, senza dimenticare le anomalie sugli studi di settore per il triennio 2012-2014 e quelle rilevate a seguito di attività istruttoria esterna.

Le lettere hanno la funzione di «stimolare» il contribuente che ha dichiarato meno del dovuto a procedere al ravvedimento operoso, versando sanzioni ridotte ed evitando quelle più salate applicabili in caso di un (a quel punto più che probabile) successivo controllo. Tuttavia, il destinatario può anche non concordare con l’ipotesi di irregolarità formulata dell’ufficio. In tali casi, cittadini e imprese potranno chiarire la propria posizione avvalendosi di diversi canali di assistenza: la documentazione giustificativa dell’apparente anomalia potrà infatti essere trasmessa attraverso il canale Civis, posta ordinaria, posta elettronica (certificata o meno) oppure con consegna diretta a sportello.

Valerio Stroppa

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