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La compliance a due velocità

Lettere di compliance a due velocità. Ma il gettito derivante dai versamenti spontanei aumenta, passando dai 300 milioni di euro del 2015 ai 500 milioni dello scorso anno. La «moral suasion» del fisco, che prima di procedere ai controlli informa il contribuenti su possibili errori e dimenticanze commessi, si conferma efficace soprattutto sulle dichiarazioni Iva e sui redditi certificati (dai sostituti d’imposta) ma non dichiarati (dai percipienti): nel primo caso la percentuale dei contribuenti che ha corretto spontaneamente la propria posizione nel 2016 supera il 72%, nel secondo si conferma intorno al 42%. Male invece le sollecitazioni relative alle fatture emesse e ricevute originate dall’incrocio di dichiarazioni e spesometro: su quasi 11 mila comunicazioni, sono solo 230 i soggetti che hanno effettuato il ravvedimento. È quanto emerge dai dati diffusi ieri dall’Agenzia delle entrate, che ha tracciato il bilancio delle attività di contrasto all’evasione e di stimolo della compliance per l’anno 2016.

La strategia del «cambia verso», inaugurata dalla legge n. 190/2014, ha visto lo scorso anno l’invio di oltre 532 mila avvisi, relativi a possibili anomalie nella posizione fiscale del cittadino o impresa, al fine di invitare i destinatari a procedere spontaneamente al ravvedimento operoso qualora, per errori o dimenticanze, i redditi e le imposte dichiarate non fossero risultati quelle corretti. Dal mancato invio delle dichiarazioni 2016 alle incongruenze per l’anno 2012 sui varie tipologie reddituali (inclusi gli assegni periodici corrisposti dall’ex coniuge). In totale circa 222 mila soggetti si sono adeguati, versando nelle casse dell’erario 500 milioni di euro, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che sarebbero risultate applicabili in caso di successivo (e a quel punto piuttosto probabile) controllo fiscale.

Voluntary disclosure 1. Il 2016 è stato anche l’anno clou della collaborazione volontaria, che ha fatto incassare allo stato 4,1 miliardi di euro (4,3 miliardi se si considerano anche i primissimi versamenti di fine 2015). La liquidazione delle 129 mila istanze di regolarizzazione presentate dai contribuenti ha visto l’emanazione di 344 mila atti di accertamento e di 124 mila provvedimenti di irrogazione di sanzioni sul monitoraggio fiscale.

Interpelli. Nell’ottica di un nuovo rapporto di fiducia e collaborazione con i contribuenti, uno degli obiettivi fissati dall’amministrazione finanziaria per il triennio 2017-2019 è la lavorazione del 100% degli interpelli entro i termini di legge. Risultato già centrato però con riferimento al 2016, anno in cui gli 11.781 interpelli e le 538 istanze di consulenza giuridica hanno trovato riscontro secondo le scadenze. Per circa 3 mila interpelli ordinari, la risposta è arrivata entro 80 giorni dalla presentazione (a fronte dei 90 giorni standard). Per la prima volta le Entrate forniscono i dati sugli esiti: nel 43% dei casi il parere reso è stato in linea con la soluzione proposta dal contribuente, nel 23% parzialmente favorevole e nel restante 34% sfavorevole.

Nuovi investimenti. Il 2016 ha visto pure il debutto del nuovo interpello sui grandi investimenti, introdotto dal dlgs n. 147/2015. Si tratta di richieste volte a inquadrare sotto tutti i possibili punti di vista fiscali progetti pluriennali di impresa da oltre 30 milioni di euro. Le istanze presentate finora sono sei, di cui tre relative a investitori stranieri, «per un valore complessivo di 3,9 miliardi di euro e ricadute occupazionali per circa 75 mila posizioni lavorative», precisa l’Agenzia.

Valerio Stroppa

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