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La Compagnia rivede la soglia su Intesa

La Compagnia di San Paolo, primo azionista di Intesa Sanpaolo con una quota oggi di poco inferiore al 10%, per il momento non ha alcuna intenzione di alleggerire la quota nella banca conferitaria. Ma un domani, se – per volere o necessità – deciderà di farlo, potrà scendere fino al 6,5%, e non si vedrà più costretta a fermarsi al 7,96% come fino a ieri previsto dall’atto di regolazione interno.
La decisione di modificare il documento è stata presa ieri, all’unanimità, dal Consiglio generale della Fondazione: «Non ci sarà nessun effetto immediato sul portafoglio, e la scelta non è stata dettata da esigenze di cassa ma solo da una logica di flessibilità», ha assicurato il presidente, Luca Remmert. Che ha tenuto a ribadire, al contrario, «piena fiducia nel management e nel piano d’impresa della banca». In sostanza, con una delibera non a caso assunta in tempi “non sospetti” (le attese sui dividendi, i corsi di borsa, lo stato di salute dei conti dell’ente, invitano a non toccare, per ora, la quota nella conferitaria) si sono cambiati i paletti dentro i quali, nel medio-lungo periodo, si muoverà il primo azionista della banca; con gli inevitabili riflessi su quest’ultima, che potrà guardare ai più o meno prossimi riassetti del settore sapendo di avere una Compagnia con le mani più di libere di qualche tempo fa. Senza contare, d’altro canto, che l’esposizione delle Fondazioni sulle conferitarie potrebbe finire nel mirino del governo, che da tempo sta valutando la possibilità di introdurre per legge dei nuovi limiti alle partecipazioni: in Compagnia oggi il 9,7% di Intesa – in carico a 2,2 euro – vale circa la metà del patrimonio, scendendo al 6,5% la quota si ridurrrebbe a circa un terzo.
L’assetto stabile
In ogni caso, si è detto e ridetto ieri a Torino, per ora niente bolle in pentola: nessuna offerta da parte di compratori esteri, nessuna intenzione di vendere. «Confermiamo – ha spiegato Remmert – il nostro ruolo di stabilità, che è anche dimostrato dai comportamenti adottati in passato. Confermiamo anche la fiducia nel nostro investimento nella banca conferitaria e siamo fiduciosi sul fatto che il piano d’impresa possa far diventare il titolo Intesa Sanpaolo un titolo performante e garantire quei dividendi che consentono di fare la nostra politica erogativa»: di qui al 2018 la banca punta a distribuire 10 miliardi di cedole, che – ai valori di oggi – per la Fondazione torinese si tradurrebbero in quasi un miliardo. Certo in 5 anni tutto potrà accadere, anche perché «c’è un tema, che è quello di ridurre la nostra concentrazione sulla banca», come ha ammesso lo stesso Remmert: «Si tratta di una tendenza a cui dobbiamo arrivare, e con questa modifica abbiamo cercato un equilibrio fra logiche di diversificazione e stabilità nel sistema».
Il mutuo con Jp Morgan
Sempre ieri, il segretario generale Piero Gastaldo ha comunicato che la linea di credito da 250 milioni sottoscritta con Jp Morgan cinque anni fa per l’acquisto dell’1,93%; un’altra conferma, ha sottolineato il manager, del fatto che al momento in Compagnia la liquidità non è un problema.
La riforma dello statuto
Intanto, il parlamentino della Fondazione ha anche deciso di avviare la procedura che porterà a una riduzione «significativa» dei componenti sia del consiglio generale, oggi composto da 21 membri, che del consiglio di gestione, dove siedono in sette; in questo caso, i tempi si preannunciano serrati: la decisione formale verrà presa da un prossimo consiglio generale che sarà convocato prima della pausa estiva; toccherà alla commissione statuto presieduta da Stefano Ambrosini formulare una proposta, ma secondo le prime indiscrezioni il consiglio generale dovrebbe essere ridotto a 15 membri. Remmert si é limitato a precisare che il taglio riguarderà sia i componenti di nomina esterna, anche alla luce della riforma delle province e della riflessione sulle Camere di Commercio, che i 4 membri attualmente cooptati, dunque quella che si prevede è una dieta generale, a cui nessuna delle principali anime dell’ente potrà agevolmente sottrarsi.

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