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La class action non è per tutti

di Federico Unnia  

Se il soggetto che attiva l'azione di classe non dimostra la sua adeguatezza anche finanziaria a curare gli interessi della classe, la sua domanda è inammissibile. Inoltre, non è ammissibile una domanda congiunta per far valere un'azione di classe a firma di un singolo consumatore e di un'associazione di consumatori.

Ciò in quanto la previsione contenuta nell'art. 140-bis in base alla quale in giudizio può agire il diretto interessato oppure un'associazione cui egli dà mandato, deve intendersi «nel senso della possibilità di conferire ad associazioni di consumatori il mandato ad agire per conto del componente della classe, ma non anche di attribuire a tali associazioni una legittimazione ulteriore che consenta di far loro valere nel medesimo giudizio lo stesso diritto già esercitato dal mandante».

Sono questi i due principi centrali dell'ordinanza con la quale il tribunale di Torino, prima sezione civile (causa n. 21733/2010 del 4 marzo 2011, depositata il 7 aprile 2011, presidente G.C. Domenici, estensore G. Liberati), ha rigettato la domanda di azione collettiva presentata da un consumatore e dall'associazione Adoc contro la Banca popolare di Novara (difesa dagli avvocati Giuseppe Mercanti, Elena Carpani e Maurizio Pedrazza Gorlero dello Studio Mercanti – Dorio e Associati di Verona e dall'avvocato Marco Weigmann di Torino) per alcune commissioni richieste a suo dire in modo non conforme alle norme vigenti.

Il tribunale di Torino ha inoltre dichiarato la manifesta infondatezza nel merito della eccepita illegittimità costituzionale dell'art. 140-bis nella parte in cui attribuisce all'attore l'onere di anticipare le spese di pubblicità del provvedimento di ammissione dell'azione di classe.

Sul punto il tribunale ha affermato la sussistenza in capo al legislatore della «più ampia discrezionalità nel dettare le norme processuali con il solo limite della non irrazionale predisposizione di strumenti di tutela».

Il tribunale ha altresì affermato che il regolamento delle spese processuali non incide sul diritto di agire o di difendersi in giudizio.

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