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La Cina fa promozione allo yuan

di Antonino D'Anna  

La Cina aprirà entro l'anno alla sperimentazione degli Fdi (Foreign direct investment, investimenti diretti all'estero) in yuan, la moneta nazionale, ma per il momento sembra procedere con il freno a mano tirato. La decisione presa da Pechino vuole rendere la moneta cinese più popolare e preparare un'eventuale apertura del mercato interno.

La marcia verso l'implementazione degli Fdi in yuan ha avuto un punto di svolta alla fine di giugno, quando la Banca popolare cinese, ossia la banca centrale di Pechino, ha annunciato le linee guida per la sperimentazione «caso per caso». Del resto i numeri danno ragione all'istituto di credito: nel 2010 un volume di scambi commerciali pari a 53,85 milioni di euro è stato pagato in yuan. E molti acquirenti esteri fanno pagamenti in dollari e ricevono in cambio yuan. Oltre a questo, gli investitori stranieri adesso possono emettere obbligazioni in yuan sulla piazza di Hong Kong. Un'opportunità che ha permesso a giganti come Caterpillar o McDonalds di raccogliere miliardi di yuan.

Al momento, però, sebbene molti investitori, sottolinea il China Daily, abbiano ammassato importanti somme in yuan, ci sono pochissimi canali per investirli in Cina. O pagare in yuan le importazioni, oppure investire nel mercato interbancario cinese con obbligazioni in yuan, ma è un mercato aperto solo agli investitori di Hong Kong. Due modalità che comunque hanno poco appeal dal momento che danno ritorni economici poco interessanti.

Per il momento, secondo le linee guida della Banca popolare cinese, gli investitori stranieri possono servirsi della moneta cinese per «fondare società, acquisire aziende, trasferire interessi, aumentare il capitale per società già esistenti e offrire prestiti agli azionisti». In questo modo sarà possibile richiamare gli yuan dall'estero, anche se la Banca centrale teme l'ingresso nel paese di capitale a carattere speculativo. È per questo che la concessione di Fdi in yuan viene autorizzata caso per caso, anche per evitare un improvviso e massiccio afflusso di denaro. Questa preoccupazione è giustificabile dal momento che Pechino sta cercando di combattere la crescita dei prezzi; la seconda è che gli investitori stranieri non hanno il permesso di investire i loro yuan in «settori strategici e industrie selezionate». Anche se non è specificato, si ritiene che saranno del settore finanziario e nel real estate.

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