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La Cina è un business obbligato

Per i legali italiani, essere presenti in Cina si è ormai trasformata da scelta a necessità.

Gli accordi tra i gruppi italiani e quelli cinesi sono sempre più frequenti, e mentre i rapporti commerciali tra i due paesi si rafforzano, cresce il numero degli studi che, sia attraverso una sede nella regione, sia attraverso partnership locali, sono in grado di accompagnare i clienti nel paese del Dragone.

Una delle ultime operazioni di rilievo in cui sono stati coinvolti studi italiani di prima fascia è stato l’accordo firmato tra Pinco Pallino, controllata da Opera Sgr, con Lunar Capital, gestore di private equity operante in Cina nel settore dei beni di consumo di alta gamma, per lo sviluppo del brand «I Pinco Pallino» in Cina e nel Far East e la nascita di una joint venture con Yeehoo Apparel, gruppo controllato da Lunar Capital.

Gli studi coinvolti su questa operazione sono stati Gianni Origoni Grippo Cappelli & partners e Caffi Maroncelli & Associati, che hanno assistito rispettivamente Lunar e Yehoo e Pinco Pallino.

Coinvolti nell’accordo, come spesso succede, anche uno studio partner locale, in questo caso King & Wood Mallesons.

Al proprio interno, infatti, Gianni Origoni ha sviluppato un desk China, guidato dal socio Stefano Beghi, con forti competenze cinesi, al quale fa capo anche lo sviluppo di una rete di rapporti strutturati con l’estremo oriente per assistere investitori cinesi alla ricerca di opportunità di business in Italia.

Secondo lo studio, questo network consente inoltre un accesso diretto a oltre 800 avvocati ubicati nelle principali città cinesi.

Sulla scia iniziata negli ultimi anni dai big italiani, tra cui su tutti Chiomenti e Nctm (il China desk è coordinato da Vittorio Noseda), gli studi d’affari italiani continuano a investire per rafforzare le risorse in grado di lavorare a cavallo dei due mercati. A conferma di questo, poche settimane fa Mercanti Dorio e associati ha nominato socio Roberto Luzi Crivellini. Già referente per il mercato italiano dello studio cinese Yingke e fondatore della prima insegna italo-cinese Yingke, Vàrnai, Luzi Crivellini & associati, Crivellini entra in Mercanti Dorio con un team di quattro professionisti

Anche se sarà basato in Italia, lavorerà in partnership con Yingke, il secondo studio legale operante in Cina, con 17 sedi in Cina e oltre 1.700 professionisti.

«La presenza degli studi italiani e anglosassoni nel mercato cinese è avvenuta secondo logiche precise che hanno privilegiato la costituzione di team integrati prevalentemente a Pechino e Shanghai oppure acquisizioni di strutture esistenti. La nostra scelta è stata diversa e vuole valorizzare le potenzialità che le strutture di Yingke e Mercanti Dorio Associati possono offrire ai rispettivi clienti interessati ad operare in continenti così diversi e lontani», spiega l’avvocato.

Il fronte italo-cinese è senz’altro caldo.

Lo scorso novembre, Mario Monti e il presidente del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo cinese, Jia Qinglin hanno firmato una serie di accordi con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e commerciali tra i due paesi, anche incrementandogli investimenti bilaterali.

Al termine dell’incontro Monti e Jia Qinglin hanno presenziato alla firma di sei accordi commerciali bilaterali del valore complessivo di 1,27 miliardi di dollari: un accordo di Cooperazione tra «Hua Wei Italy» e «Fastweb»; accordo di Cooperazione Strategica tra «China Everbright Ltd» e «Ferretti Group»; accordo di Cooperazione strategica tra «China General Technology (Group) Holding Limited» e «Fata Spa»; Spark Machine Tool (Gruppo) Co., Ltd. Aquire Colgar S.p.A.; contratto per Equity Joint Ventures di «Shandong Htm New Energy Auto Manufacturing Co., Ltd»; Accordo di Aumento di Capitale Azionario tra «Beste S.p.A» e «Anhui Huama Textile Co., Ltd».

È probabile che nei prossimi mesi gli avvocati italiani saranno chiamati a mettere in atto gli accordi raggiunti a livello politico.

L’interesse dell’Italia e dei suoi avvocati non stupisce. La data del sorpasso della Cina sugli Stati Uniti è fissata, secondo gli analisti, per il 2013. Tra 17 anni il paese sarà dunque il più ricco al mondo a parità di potere d’acquisto.

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