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La chimica made in Italy? Continua a crescere Le esportazioni su del 4%

MILANO. L’attesa è tutta per lui. Arriva poco prima che inizi la storica assemblea del centenario di Federchimica. Qui, Giorgio Squinzi, gioca in casa perché è proprio dalla federazione dei chimici che ha scalato i vertici di Confindustria. Il convitato di pietra al teatro Dal Verme (che porta con sé gli interrogativi dei cronisti) è però Versalis, il polo della chimica verde controllato dall’Eni. Il Cane a sei zampe ha deciso di metterlo in vendita provocando gli strali dei sindacati. Unanimi i confederali ipotizzano che la cessione al fondo Usa Sk Capital determini un impoverimento per il sistema Paese. «Mi sembra un’alleanza strategica per far crescere e stabilizzare la grande petrolchimica italiana», ribatte Squinzi.

La filiera tricolore d’altronde è composta per l’85% da piccole e medie imprese. L’anno 2015 fa registrare dati lusinghieri. Valore complessivo del comparto: 52 miliardi di euro. Un mercato interno (dopo anni di domanda asfittica) con volumi in ripresa dell’1,3%. Le esportazioni su del 4% che trainano il surplus commerciale nei confronti dell’estero a quasi 3 miliardi di euro. La conseguenza diretta è il calo di ore di cassa integrazione del comparto. Storicamente a bassa, bassissima conflittualità sociale. In cui il rapporto con i sindacati è stato sempre scevro da contrapposizioni profonde. Anche perché Federchimica, ed è a suo modo un unicum, sostiene da sempre la cornice nazionale dei contratti. Sfuggendo alle sirene della contrattazione aziendale. O almeno inquadrandola soltanto come «plus» per le multinazionali che hanno caratura e dimensioni tali da permettersi un generoso integrativo. In filigrana c’è il tema dell’innovazione. I numeri sugli investimenti in beni strumentali (la cartina di tornasole per chi scommette sulla ricerca e l’automazione) sono ancora impietosi nonostante il recente bonus ammortamento al 140%. Cesare Puccioni, presidente di Federchimica, punta per questo convinto sulla formazione con premi e tirocini retribuiti per tesisti meritevoli.

Fabio Savelli

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