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La centrale si converte dal petrolio alla sabbia

SAN FILIPPO DEL MELA (MESSINA) L’obiettivo è riconvertire il vecchio impianto, un tempo Enel, e investire circa 180 milioni. Oggi la centrale a olio combustibile a pochi chilometri da Milazzo (Messina) e’ di proprietà di A2A, e la multiutility guidata da Valerio Camerano, stante il cambio di scenario energetico, all’indomani della realizzazione ed entrata in esercizio del nuovo elettrodotto di Terna che collega la Sicilia al continente, ha necessità di assicurare all’impianto un modello economico che garantisca margini adeguati. La capacità installata attuale sfiora i 1000 Mw, ma l’impianto lavora a scarto ridotto in attesa di trasformare l’intera area, assegnandole la veste di polo energetico integrato. Il progetto si regge su quattro gambe. A ciascuna di esse corrisponde un nuovo impianto: fotovoltaico, biomasse, solare termodinamico e un termovalorizzatore. Ieri è stata presentata e inaugurata la parte più innovativa di un progetto che, sul versante dell’impianto per la produzione di energia ottenuta bruciando combustibile solido secondario (css) fatica a vincere le resistenze del governatore siciliano, Rosario Crocetta. Per questo l’inaugurazione ieri del primo impianto termodinamico solare al mondo, che utilizza la sabbia per l’accumulo dell’energia termica, rappresenta per A2A il biglietto da visita per illustrare le caratteristiche complessive del progetto. Il nuovo polo lavorerà sulla produzione di energie alternative e rinnovabili. Nel caso dell’impianto ad assicurare il salto innovativo è il gruppo Magaldi, che fornisce i brevetti della tecnologia Stem. «La nostra strategia si fonda su un principio che coniuga la sostenibilità ambientale, sociale ed economica – spiega Giovanni Valotti, presidente di A2A, – e qui, non a caso, stiamo proprio ragionando e cercando di realizzare un’esperienza con standard davvero innovativi». L’impianto con tecnologia Magaldi per adesso è un progetto pilota: il modulo realizzato nello stabilimento siciliano della multiutility milanese ha una capacità di 2 Mw, ma il modello è replicabile e, dunque, la capacità può essere aumentata secondo le necessità. Il vero ostacolo resta l’iter autorizzativo dell’impianto che dovrebbe essere alimentato con il css. Uno scenario in cui l’amministratore delegato di A2A Camerano rivendica «i lineamenti e gli effetti di una nuova strategia corredata da un processo di trasformazione in linea con le best practice».

Andrea Ducci

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