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La cedolare abbatte l’Irpef

di Luciano De Vico

L'obbligo di versare l'acconto sulla cedolare secca a partire già da quest'anno fa sorgere il problema del calcolo degli acconti Irpef dovuti sulla base della dichiarazione dei redditi 2010. I locatori che hanno scelto la tassa piatta, infatti, potrebbero trovarsi a versare entrambi gli acconti (Irpef e cedolare) sul reddito che i fabbricati producono nel 2011.

Fermo restando che le eventuali eccedenze saranno recuperabili nella prossima dichiarazione dei redditi, l'applicazione della cedolare costituisce una valida ragione per "autoridurre" l'acconto Irpef dovuto quest'anno. La stessa agenzia delle Entrate, nella circolare 26 dello scorso 1° giugno, ha confermato che l'acconto Irpef 2011 si ritiene correttamente determinato se risulta almeno pari al 99% dell'imposta dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi relativa al 2010 (Unico/2011 o 730/2011), assumendo il reddito complessivo senza considerare il reddito fondiario prodotto nel 2010 dagli immobili per i quali nel 2011 ci si è avvalsi dell'opzione per la cedolare secca.

Il caso più semplice è quello di un contribuente che ha applicato la cedolare per tutto il 2011 sul canone di un fabbricato oggetto di locazione anche per l'intero 2010. Sarà sufficiente rideterminare l'imposta dovuta per il 2010 senza tener conto del reddito dello stesso fabbricato prodotto nel 2010 e versare il 99% a titolo di acconto. Se il medesimo immobile nel 2010 non risultava locato, invece, l'importo da escludere dal conteggio è costituto dalla rendita catastale rivalutata ed eventualmente maggiorata di un terzo, in caso di immobile abitativo a disposizione.

Il discorso si complica, però, se l'imposta sostitutiva è applicata solo per una parte del 2011. Seguendo l'impostazione del l'agenzia delle Entrate, invero, occorre in primo luogo "fissare" i giorni del 2011 per i quali il canone di locazione è assoggettato a cedolare, ed escludere quindi dal reddito complessivo 2010, al solo fine di calcolare l'acconto Irpef 2011, il reddito prodotto dallo stesso immobile nella corrispondente parte del periodo di imposta 2010. Se, ad esempio, un contratto di locazione, con opzione, viene stipulato con decorrenza 1° ottobre 2011, occorre determinare l'acconto Irpef 2011 escludendo dal reddito 2010 il reddito del fabbricato per il periodo che va dal 1° ottobre al 31 dicembre 2010. L'acconto Irpef 2011 dovrà essere versato, invece, considerando il reddito prodotto dal fabbricato nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 settembre 2010.

I contribuenti che a luglio hanno versato il primo acconto Irpef per intero, pertanto, possono approfittare della scadenza di fine mese per ricalcolare l'effettivo importo dovuto al fisco e conguagliare la differenza con il secondo acconto. Per coloro che, invece, hanno presentato il 730, c'era la possibilità di indicare nel quadro F del modello di voler versare un acconto inferiore o di non volerlo versare affatto, oppure, al massimo, di comunicare entro il 30 settembre la medesima scelta per iscritto al proprio sostituto d'imposta, a valere per il secondo acconto.

Chi non ha provveduto o non provvederà ad autoridurre l'acconto Irpef 2011 può stare comunque tranquillo, in quanto le eventuali eccedenze saranno recuperate il prossimo anno in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, modello Unico o 730.
 

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