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La Cdp cambia pelle sostegno al Pnrr e meno partecipazioni

La nuova Cassa depositi e prestiti si presenta, e s’immagina nei prossimi tre anni: con un ruolo che «si intersecherà in molti casi con il Pnrr, che è sullo sfondo di questo piano e sarà una grandissima opportunità per l’Italia», ha detto il nuovo ad Dario Scannapieco.Aiuti e prestiti dell’Ue per uscire dalla pandemia vanno visti, ha aggiunto l’ex dirigente della Bei e del Tesoro citando un JFK del 1963, «come l’alta marea che solleva tutte le barche: e Cdp, con approccio di servizio alla Pa e al Paese, cercherà di aiutarne la messa a terra». I progetti già assegnati come soggetto attuatore del Pnrr valgono 3,3 miliardi, e almeno altri 2,7 miliardi saranno in coordinamento con vari ministeri. «La Cdp ha saputo rispondere con tempestività all’emergenza pandemica, mettendo in campo numerose iniziative — ha detto il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini — . Oggi è chiamata a fare la sua parte per colmare i divari dell’Italia, e intercettare i temi che guideranno il Paese di domani». Nel triennio la Cassa stima di impiegare risorse per complessivi 65 miliardi, il 5% più del triennio precedente. Ma attiverà investimenti o finanziamenti di terzi per 63 miliardi, il 27% più che nel 2019-2021 in cui fu guidata da Fabrizio Palermo, manager voluto dai M5s. Il nuovo ad, scelto da Mario Draghi, ha invece il compito di accompagnare “L’Italia che cresce” su chine più «inclusive, sostenibili, digitali », come scritto nella presentazione di ieri, davanti al ministro dell’economia Daniele Franco e alle prime linee del Tesoro e dell’Acri, che raggruppa le Fondazioni azioniste di minoranza con il 16%. «Leggo spesso sui giornali di Cdp come cassaforte di Stato: non c’è immagine più distante da ciò che vogliamo essere, cassaforte fa pensare a qualcosa di pesante e inerte, tanti muscoli e poco cervello — ha detto Scannapieco — . Noi vogliamo invece sviluppare la testa e pensare bene, diventare un promotore, non un soggetto statico e pesante, è un cambiamento importante per me». Il gruppo, con 410 miliardi di attivo e 275 miliardi di risparmio postale gestiti, vuole dunque accentuare i ruoli di consulente della Pa e assistente tecnico e settoriale di amministrazioni e imprese; e ha individuato quattro «aree prioritarie» che ricalcano, oltre al Pnrr, le moderne istanze della transizione ecologica, della crescita inclusiva (molto citata l’agenda degli obiettivi Onu 2030), il sostegno alle filiere e l’innovazione/ digitalizzazione. Questi ruoli dovrebbero crescere a scapito di quello di investitore e azionista: «la Cdp non può fare tutto», ha aggiunto l’ad, che ha avviato un’analisi del portafoglio partecipazioni (vale 36 miliardi) per dividerlo in una parte «stabile», con le partecipazioni strategiche, e una «a carattere rotativo », per risanamenti o crisi. «Faremo interventi di scopo, entrando in imprese per aiutarle a crescere o stabilizzarle, e a obiettivo raggiunto si esce». Per questo nel triennio al 2024 Cdp stima di investire solo 7 miliardi in partecipazioni, e come ha spiegato il capoazienda la somma «comprende gli investimenti in fondi e le operazioni in perfezionamento ». Ossia l’acquisizione di Aspi, che stima di chiudere «entro il primo trimestre 2022» e costerà la metà circa di quei 7 miliardi. «Dobbiamo fare cose che il mercato non fa, ed essere sempre più capaci di attrarre risorse di altri investitori». Anche nel private equity, settore considerato «maturo», dove quindi Cdp dovrà focalizzarsi «su obiettivi sfidanti in materia di Esg». A essere, teoricamente, vendibili, sarebbero le partecipazioni in settori «più maturi», e quelle «che ci siamo trovati in eredità ». Alberghi, costruzioni, agroindustria potrebbero essere indiziati: ma l’ad su Webuild ha detto «ci sono impegni e spesso quando si interviene è per non uscire finché non si raggiungono gli obiettivi». Sulla Tim sotto scalata, di cui Cdp ha il 9,8%, Scannapieco non ha dato commenti, mentre sulla rivale Open Fiber, dove presto Cdp salirà al 60%, ha detto: «Ha un’architettura di rete all’avanguardia e un piano industriale ambizioso a cui abbiamo assolutamente assicurato il nostro sostegno ».

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