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“La Cassazione a rischio default”

ROMA.
Cassazione «in default». Schiacciata da una «mostruosa» quantità di ricorsi civili e penali. Al punto che il neo presidente Giovanni Canzio, per difendere la buona qualità del lavoro e quindi «la certezza del diritto», chiede al governo e al Guardasigilli Andrea Orlando un decreto legge per avere più magistrati e procedure semplificate. Il ministro della Giustizia, che nel famoso “palazzaccio” di piazza Cavour gli siede accanto, condivide l’allarme, non esclude il decreto, ma replica che «sarà il governo collegialmente a decidere». Aggiunge che nei suoi provvedimenti, come quello pendente al Senato sul processo penale, «le richieste del presidente Canzio possono già trovare spazio». Di qui l’esigenza di «dare priorità a quei testi». Anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini condivide le preoccupazioni di Canzio e dice sì «a un decreto urgente per evitare il default della Cassazione. Un timore che vede la piena condivisione del procuratore generale della Suprema Corte Pasquale Ciccolo.
Una giornata di studio organizzata, certo non a caso, dal primo presidente della Suprema corte – dal titolo «La Cassazione tra il dovere di nomofilachia e la crescente domanda di giustizia» – diventa l’occasione per presentare dei numeri shock e confermare l’analisi già fatta durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, appena venti giorni fa. I numeri, innanzitutto. Già sufficienti per capire sotto quale mole di processi si trovi in questo momento la Corte. Ben 80mila i ricorsi civili e penali iscritti ogni anno, di cui 53mila solo penali. Pesantissimo l’arretrato civile, con 105mila procedimenti, di cui il 50% di natura tributaria, tra cui il 40% vede come parte lo Stato.
Canzio non risparmia gli aggettivi. Parla di una Corte «in profonda crisi di funzionamento », di «numero impressionante di ricorsi», di numeri e statistiche «mostruosi », di dati «che hanno assunto “(s)proporzioni” strabilianti e incomparabili» con le Corti di altri Paesi.
Se questo è il quadro, Canzio cosa chiede? È presto detto. L’accelerazione del ddl sul processo penale, peraltro frutto di una commissione da lui presieduta in via Arenula. Poi un decreto legge che semplifichi le procedure sia penali che civili, con un rito camerale non partecipato per le cause non rilevanti e la soppressione della relazione nelle cause della sesta sezione civile. Poi più giudici , utilizzando quelli in quota all’ufficio del Massimario e, per i soli processi tributari, utilizzando quelli ausiliari.

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