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La casa? La compro all’estero

Sono sempre più numerosi gli italiani che scelgono di investire sul mattone oltre confine: una scelta dettata dalla crisi del mercato immobiliare interno, con rendimenti in calo, dall’introduzione dell’Imu e dalla maggior offerta sul mercato straniero a prezzi competitivi. Prima di procedere all’acquisto occhio, però, a Ivie (l’imposta sugli immobili all’estero), leggi locali e regolamenti in materia di mutuo.

In crescita la ricerca di case oltre confine. Secondo i dati del portale Immobiliare.it nel corso del primo semestre 2012 le ricerche di immobili in terra straniera sono cresciute del 9% rispetto al 2010. Complessivamente, il mercato degli italiani che investono nel mattone estero vale circa 4,2 miliardi di euro. Un trend che dovrebbe proseguire per la seconda parte dell’anno appena trascorso e parte di quello in corso: stando a un’indagine condotta dall’istituto di ricerche Scenari Immobiliari, entro la fine del 2012, gli italiani che hanno comprato casa oltre frontiera sono circa 40 mila (con un controvalore medio per singolo acquisto pari a oltre 100 mila euro). A spingere l’investimento nel mattone oltre confine sono, in particolare, tre motivi: nel 57% dei casi è la volontà di mettere a reddito gli immobili, affittandoli o puntando a rivenderli dopo una loro rivalutazione; nel 22% si tratta, invece, di una scelta dettata da motivi personali (per esempio, il trasferimento in un’altra nazione); il terzo motivo riguarda, infine, la scelta di acquistare casa per le vacanze (21% dei casi). Tra le destinazioni più in voga spiccano i mercati emergenti (Brasile, Thailandia e città come Praga o Budapest), ma anche località come Berlino, Londra e Costa Azzurra. Ad attirare l’attenzione degli investitori italiani sono, però, anche quelle destinazioni percepite come scommesse immobiliari (Dubai e Miami) e paesi come la Grecia dove le difficoltà del mercato aprono opportunità di svendite e di affari interessanti. In particolare, nel periodo gennaio-giugno 2012, l’attenzione degli italiani si è concentrata soprattutto su Costa Azzurra (12%) dove i prezzi medi delle case si aggirano attorno ai 190 mila euro, Stati Uniti (9%), zone turistico-balneari della Spagna (7%), con un prezzo medio attorno ai 145 mila euro, e città come Berlino e Londra (entrambe con il 6% del totale). A catalizzare l’interesse maggiore è però il Brasile, visto come un paese dalle grandi opportunità, in cui è possibile comprare immobili nuovi a prezzi molto bassi (in media circa 90 mila euro).

Trend negativo, invece, per Madrid e Barcellona che registrano una flessione dell’1% di ricerche a causa delle difficoltà economiche e del rischio di default che rendono il mercato spagnolo uno dei meno attraenti per chi punta all’acquisto in terra straniera.

Acquisto più semplice con Eufides. A favore degli investimenti oltre confine è intervenuto il Cnue (Consiglio dei notariati d’Europa) che ha recentemente avviato la sperimentazione di Eufides, una piattaforma che intende facilitare le transazioni immobiliari tra i 21 paesi dell’Unione europea dove è in vigore il sistema di notariato latino (per esempio, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Paesi Bassi), facendo risparmiare tempo e costi legati allo spostamento.

Con il nuovo sistema, infatti, il cittadino può rivolgersi al proprio notaio di fiducia che si occupa di seguire per via telematica, attraverso una rete digitale certificata, la compravendita in collaborazione con il notaio straniero dove è situato l’immobile da acquistare. Una piattaforma che consente, quindi, di poter svolgere a distanza tutte le pratiche legate all’acquisto di un immobile: dal trasferimento dei dati all’esecuzione delle diverse procedure amministrative imposte dai singoli Stati, fino alla conclusiva firma dell’atto di vendita.

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