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La carta di Padoan per convincere i falchi

L’Eurogruppo dei ministri finanziari ha in agenda l’ennesimo tentativo di far procedere il piano di salvataggio della Grecia. Ma, nella riunione di oggi a Bruxelles, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sarà impegnato soprattutto a convincere informalmente il responsabile tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble e altri colleghi di Paesi del Nord sulla sostenibilità del maxi debito italiano e sulla disponibilità del governo Gentiloni a realizzare la manovra correttiva dello 0,2% del Pil, proposta dalla Commissione Ue (e sollecitata da Berlino).

L’Italia rischia una procedura per non aver rispettato gli impegni presi con Bruxelles principalmente a causa dell’indebitamento, stimato in salita intorno al 133% del Pil e lontano dall’obiettivo del 60%. Le Previsioni economiche della Commissione hanno poi segnalato all’Eurogruppo che l’Italia è l’unico Paese membro con crescita inferiore all’1% del Pil (0,9% nel 2017). Il contesto generale favorevole — grazie agli stimoli della Bce di Mario Draghi, tassi d’interesse vicini allo zero, euro debole e bassi prezzi del petrolio — è stato invece utilizzato dagli altri Stati per crescere intorno a 2, 3 o 4%. Restano preoccupanti anche i crediti deteriorati nel sistema bancario e il cosiddetto «ciclo politico», che fa temere — in vista delle prossime elezioni in Italia — aumenti di spesa pubblica con logiche di consenso più che di sviluppo.

Schäuble e il presidente olandese dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, probabilmente condizionati dalle elezioni in arrivo nei loro Paesi, vorrebbero rassicurare i connazionali sul rispetto dei vincoli Ue di bilancio da parte del governo italiano e sul rischio di ripetere il tracollo greco con un Paese molto più grande. I ministri finanziari di Portogallo, Grecia, Cipro e (in parte) Francia appoggiano le richieste di Padoan per più flessibilità sul debito e più tempo per la correzione dello 0,2%. Il compromesso potrebbe replicare quello a favore di Spagna e Portogallo, che hanno subito la richiesta della Commissione Ue di procedura per deficit eccessivo e poi ottenuto l’azzeramento di fatto delle sanzioni nel livello decisionale dell’Eurogruppo/Ecofin.

La Commissione potrebbe così limitarsi a proporre di richiamare l’Italia per il maxi debito. Uno specifico rapporto è tra quelli sviluppati dagli euroburocrati di Bruxelles. Le bozze di lavoro potrebbero essere completate oggi dai 28 capi di gabinetto della Commissione e passare mercoledì — come base di discussione — per le valutazioni dei commissari. Il francese Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici, ha escluso «ultimatum» all’Italia e intende trattare in modo «costruttivo» con Padoan anche oggi all’Eurogruppo. Due vicepresidenti della Commissione, il lettone Valdis Dombrovskis e il finlandese Jirky Katainen, guidano i colleghi più vicini alla linea di Schäuble. Ma alla fine i commissari Ue in genere si adeguano a quanto viene deciso nelle principali capitali e trasferito a Bruxelles dall’Eurogruppo/Ecofin.

Ivo Caizzi

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