Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La carta di credito «vota» per la ripresa

Il popolo delle carte di credito crede nella ripresa. Per il quarto mese consecutivo, infatti, a luglio l’indice Cashless degli acquisti realizzati con banda magnetica — un’iniziativa congiunta di CorrierEconomia e CartaSi, la società leader in Italia nella gestione e nell’emissione di carte di credito — ha registrato un andamento positivo, con un incremento della spesa del 3,9% rispetto al valore dello stesso mese del 2013. 
Punti di forza
Di conseguenza il barometro Cashless, che è dato dalla differenza tra la variazione anno su anno della spesa mensile e la media mobile a 12 mesi dell’andamento degli acquisti, segnala un significativo +2,7%. Come si spiegano numeri così favorevoli quando i dati Istat sui consumi degli italiani, ed elaborazioni analoghe di altri centri di ricerca, continuano a mostrare un encefalogramma dei consumi sostanzialmente piatto?
«Gli acquisti realizzati attraverso carta di credito tendono ad essere più sensibili nel segnalare le variazioni del ciclo economico e del clima di fiducia dei consumatori rispetto alle forme di pagamento tradizionali», spiega Francesco Pallavicino, responsabile degli studi di scenario di CartaSi.
«Inoltre la carta di credito è praticamente il solo strumento di regolamento degli acquisti nel segmento dell’ecommerce, un canale distributivo in pieno boom che continua a registrare tassi di crescita mensile di circa il 20% e che è arrivato a rappresentare oltre il 18% del totale della spesa realizzata con carta di credito», aggiunge Pallavicino.
Tuttavia, accanto a questi elementi di forza «strutturali», che tendono a favorire gli acquisti con carta di credito, e quindi a mostrare un quadro a tinte rosee del clima di fiducia di chi utilizza questo strumento di pagamento, ci sono anche altri aspetti che mostrano un miglioramento nell’umore dei consumatori.
«Sul dato positivo di luglio ha inciso sicuramente la stagione dei saldi, sebbene le vendite di fine stagione non siano state favorite da una meteorologia particolarmente favorevole. Inoltre, e questo è un dato che non veniva rilevato da circa 10 mesi, ha pesato l’aumento delle vendite realizzate attraverso il canale «fisico» dei negozi e dei centri commerciali, che a luglio hanno registrato un incremento dello 0,9%», sottolinea il ricercatore.
Anche l’andamento della spesa in alcuni dei settori merceologici più colpiti dalla crisi in questi ultimi 12 mesi mostra segnali di risveglio. Tra questi vale la pena ricordare il +2,3% del comparto abbigliamento e calzature, il +3,6% dei beni per la casa e il +1,4% del settore alimentare. Continua infine il trend di crescita a doppia cifra (+22,6%) di informatica e beni digitali e il buon andamento di viaggi e trasporti (+6,9%).
Dinamiche
Dal punto di vista della distribuzione geografica degli acquisti, si conferma che le regioni più dinamiche sono quelle del Nord Est con un incremento medio della spesa del 4,5%, con una punta del 10,1% nel Trentino Alto Adige. Bene anche il Nord Ovest (+3,4% di aumento medio), con una punta del +5,6% in Piemonte. Centro, Sud e Isole, infine fanno registrare incrementi che vanno dal +1% di Puglia e Sicilia al +7% della Toscana.
«Un dato interessante della rilevazione di luglio riguarda anche la ripresa della spesa per profili socio-demografici e per classi di età», aggiunge Pallavicino. Rispetto ai mesi scorsi, infatti, tornano in territorio positivo gli acquisti dei cosiddetti «basso-spendenti», vale a dire i titolari di carta di credito che rientrano nella fascia di coloro che realizzano gli importi minori di spesa.
Anche i consumatori che appartengono alle classi di età più giovani sono tornati a spendere, dopo molti mesi di rilevazioni negative. In particolare i giovani fino a 24 anni a luglio hanno aumentato gli acquisti del 3,4% e i 35-44enni del 2,3%. Rimangono in rosso i 25-34enni, che a luglio hanno ridotto i consumi del 2,4%.
Continuano a spendere, invece, i consumatori che detengono quote di reddito elevate e che quasi mai, anche nei mesi peggiori della crisi, hanno ridotto il proprio tenore di vita. In particolare, la spesa degli ultra 65enni è aumentata del 7,3%.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come se fossimo tornati indietro di sei mesi, il governo si divide tra chi vuole subito misure anti-...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Arriva la firma del premier Conte al decreto di Palazzo Chigi che autorizza la scissione degli 8,1 m...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppia proroga della cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 per assicurare la copertura fino ...

Oggi sulla stampa