Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La cancellazione dei crediti genera un vantaggio fiscale

Beneficio fiscale immediato in caso di atti di realizzo perfezionati entro il 31 dicembre. È la conseguenza diretta delle nuove regole in materia di perdite su crediti introdotte della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) che hanno ampliato le ipotesi di sussistenza degli elementi certi e precisi – che consentono la deducibilità fiscale delle perdite su crediti – alla cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili.
Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 si applicherà inoltre il nuovo Oic 15 approvato il 26 giugno 2014 che, introducendo nuoveguidelines sulla cancellazione dei crediti dal bilancio per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali («Ita Gaap») ha realizzato il coordinamento tra l’ordinamento contabile e quello tributario, delineando le fattispecie che comportano la cancellazione dei crediti.
Il nuovo Oic 15 prevede la cancellazione del credito dal bilancio tutte le volte in cui lo stesso si estingue o viene ceduto in un’operazione di cessione che trasferisce al cessionario sostanzialmente tutti i rischi inerenti lo strumento ceduto; pertanto, sono state parzialmente uniformate le modalità di cancellazione dei crediti dal bilancio per i soggetti Ita Gaap a quelle applicabili agli Ias/Ifrs adopters (Ias 39). Questi ultimi, infatti, procedono alla derecognition del credito (e alla conseguente deduzione fiscale dell’eventuale perdita) in caso di trasferimento della titolarità giuridica del credito quando l’operazione determina non solo il passaggio dei rischi al cessionario ma anche quello dei benefici.
Con riferimento alle operazioni che comportano la cancellazione del credito dal bilancio l’Oic 15 menziona: il forfaiting, la datio in solutum, il conferimento del credito, la vendita del credito compreso il factoring con cessione pro soluto e trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito. In caso di cessione pro soluto di crediti non ancora scaduti, le Entrate hanno chiarito che – nell’ottica di semplificazione e di avvicinamento del dato fiscale alle risultanze del bilancio – la qualificazione contabile della differenza tra corrispettivo e valore di iscrizione del credito quale «perdita su crediti» o quale «componente finanziaria» rileva ai fini fiscali.
Inoltre, è stato precisato che costituiscono atti dispositivi dei crediti che consentono di dedurre la relativa perdita le transazioni con il debitore che sono giustificate dalle difficoltà finanziarie di quest’ultimo (circolare 26/E/2013) mentre se le transazioni sono motivate da cause differenti, ad esempio da liti sulle forniture o altre questioni commerciali, il relativo onere non costituisce una perdita su crediti ma una sopravvenienza passiva.
Sia per i soggetti ITA GAAP che per quelli IAS/IFRS adopters le Entrate hanno comunque ribadito che resta ferma la possibilità per l’amministrazione finanziaria di sindacare la deducibilità della perdita su crediti in relazione all’inerenza della stessa (circolare 14/E/2014 a conferma della circolare 26/E/2013).
Resta inteso che per dare rilevanza fiscale nel 2014 ad atti realizzativi del credito – cessioni, transazioni o rinunce – gli stessi andranno formalizzati dando data certa all’atto o contratto entro la fine dell’anno in corso.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa