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La Caixa compra Civica: via al big bancario spagnolo

di Luca Veronese

Caixabank ha raggiunto l'accordo per l'acquisizione tramite scambio di azioni della cassa di risparmio Banca Civica. Dopo mesi di trattative, scontri e giochi di alleanze la decisione del consiglio di ammnistrazione della banca catalana, arrivata nella notte di lunedì, porta alla creazione del maggiore gruppo bancario nel mercato spagnolo – superando Santander e Bbva – con attivi per 342 miliardi di euro, depositi per 179 miliardi e impieghi per 231 miliardi di euro, 6.600 agenzie e 32.800 dipendenti.
Caixabank ha acquisito la piccola concorrente valutandola 977 milioni di euro, 1,97 euro per azione, con un cambio di cinque azioni contro otto della Banca Civica: il 27% in meno rispetto al prezzo con il quale Civica si era quotata nel luglio dell'anno scorso e l'11% in meno anche rispetto alla quotazione di Borsa precedente all'operazione. «Ci sono tutti gli elementi di un salvataggio nel quale Banca Civica non ha avuto scelta e ha dovuto accettare uno sconto notevole», spiega Francisco Riquel, analista di N+1 Equities che aveva stimato un fair value di 2,40 euro per la conclusione della trattativa.
L'accordo fa parte di una seconda fase di consolidamento del settore finanziario spagnolo sostenuto dal Governo conservatore di Mariano Rajoy per aumentare i livelli di capitalizzazione e coprire le profonde svalutazioni degli asset rimasti nei bilanci degli istituti dopo dieci anni di bolla immobiliare e il crollo del mattone di fine 2007: l'obiettivo dichiarato dalla maggioranza conservatrice è di ridurre a una decina le banche attive nel Paese quando prima della crisi erano più di quaranta.
Banca Civica è diventata operativa a metà del 2010 come risultato della fusione avvenuta tra quattro casse di risparmio regionali: Caja Navarra, Caja Sol, Caja de Burgo e Caja Canarias. Banca Civica – assieme a Bankia e Banco Popular – è uno degli istituti iberici più esposti sull'immobiliare con circa 10,5 miliardi di euro di attivo di dubbio valore derivante dal real estate, tra prestiti inesigibili e proprietà che hanno perso quasi tutto il loro valore sul mercato. Caixabank, creata nel 2011 dal trasferimento in Borsa degli attivi bancari della Caixa – la potente cassa di risparmio di Barcellona che manterrà il 61% del capitale del nuovo gruppo – ha fatto sapere che provvederà a ripianare le perdite di Civica per 3,4 miliardi.
Lo sconto ottenuto da Caixabank è dovuto a due fattori. La banca catalana non chiederà nemmeno un euro di aiuti pubblici anche se restituirà il prestito ottenuto da Civica dal fondo speciale Frob, in tutto 997 milioni, solo nel settembre dell'anno prossimo. Inoltre, Caixabank ha numerosi motivi per temere ulteriori svalutazioni nell'attivo di bilancio di Civica soprattutto a causa dell'esposizione di Caja Sol in Andalusia.
Nell'accordo sono previsti risparmi per circa 540 milioni di euro da qui al 2014 con l'attività che potrà svilupparsi nelle quattro regioni d'origine della banca inglobata. La nuova entità sarà obbligata a sostenere costi di ristrutturazione per 1,1 miliardi di euro. Ma potrà fare affidamento su un core capital ratio del 10,4% del tutto in linea con le raccomandazioni: Caixabank conta di concludere il processo di acquisizione e ottenere l'approvazione dei propri azionisti entro la fine di giugno.
«L'operazione crea valore per gli azionisti di entrambe le banche e fa nascere un gruppo con un solido potenziale di crescita in una difficile situazione di mercato», ha detto il presidente della Caixa, Isidro Faine, aggiungendo di aspettarsi «molte altre fusioni sulla spinta del Governo».
L'intesa tra Caixabank e Banca Civica, tuttavia, rende ancora più difficile individuare un partner per Bankia, definita come una banca sistemica e a lungo considerata – negli ambienti di Governo – una possibile preda proprio per Caixa.

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