Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La buona fede salva la correzione

La buona fede e la volontà del contribuente di regolarizzare la sua posizione salvano il ravvedimento anche se ha commesso errori di calcolo nel computo degli interessi. Inoltre la correzione sugli acconti determinati sulla base della dichiarazione dei redditi originaria è valida anche se poi questa viene rettificata da una dichiarazione integrativa. È quanto emerge dalla sentenza 79/19/12 della Ctr Lombardia.
Il contenzioso scaturisce da una cartella di pagamento per carente versamento di acconti Ires e Irap. La cartella è stata impugnata dalla società che ha sottolineato, tra l’altro, l’avvenuta regolarizzazione degli omessi versamenti con il ravvedimento. In giudizio il fisco ha sostenuto la legittimità della propria posizione in quanto gli acconti Ires e Irap non sarebbero stati computati in misura corretta (in quanto calcolati sulla dichiarazione originaria e non sulla successiva dichiarazione integrativa della società) e in ogni caso che l’erroneo calcolo degli interessi sulle somme da versare invaliderebbe il ravvedimento rendendo quindi il contribuente punibile con le sanzioni piene.
La Ctp ha accolto il ricorso del contribuente. Così l’amministrazione finanziaria ha presentato ricorso in appello con le stesse argomentazioni, che sono state nuovamente respinte dalla sentenza 79/19/12. La Ctr Lombardia precisa che la necessità di calcolare i versamenti in acconto sulla base della dichiarazione integrativa «non trova nessun supporto normativo né giurisprudenziale; infatti … nella fattispecie in esame si rileva un vuoto normativo, non essendo state emanate precise istruzioni su come eseguire il calcolo degli acconti di imposta in caso di presentazione di dichiarazione integrativa». Su questo aspetto – proseguono i giudici – è intervenuta la circolare 47/E/2008 (punto 4.2), secondo cui il calcolo va eseguito sulla dichiarazione integrativa, ma la circolare non ha certo il valore cogente di una legge e in ogni caso è successiva alla vicenda in esame, riferita all’anno 2005.
In relazione poi alla posizione dell’ufficio sull’invalidità del ravvedimento per l’erroneo computo degli interessi, la pronuncia considera il fatto che si tratta di un errore di importo minimo rispetto all’ammontare della somma regolarizzata e sottolinea come il comportamento dell’ufficio è «contrario al principio di buona fede, della correttezza e dell’affidamento che è posto alla base del rapporto tra contribuente ed erario».
La motivazione invoca a supporto un’altra recente pronuncia della Ctr Lombardia, per la quale quando «è evidente l’intenzione della società di utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso ai fini di regolarizzare il ritardo nei pagamenti» tali elementi sono «sufficienti a integrare i benefici previsti dall’articolo 13 del Dlgs 472/1997» (sentenza 8/1/2012).
Su tale scia anche l’altrettanto recente Ctr Lombardia 69/13/12 ha precisato che la ratio del ravvedimento è quella di «agevolare il contribuente nell’adempimento dei debiti tributari». La caratterizzazione del ravvedimento come strumento deflattivo del contenzioso azionabile su base volontaria ha spinto quindi i giudici ad adottare un approccio sostanzialistico.
Non sempre tuttavia la giurisprudenza ha deciso così. La Cassazione nell’ordinanza 12661/2011 si è occupata del caso in cui in sede di ravvedimento si individui erroneamente la sanzione da pagare in misura ridotta (versando per esempio un ottavo della sanzione per omesso versamento del 30% invece che un ottavo della sanzione per infedele dichiarazione del 100%), stabilendo che il perfezionamento del ravvedimento sarebbe subordinato all’integrale versamento della corretta sanzione ridotta, altrimenti tornerebbe applicabile la sanzione piena e non la differenza tra le due penalità ridotte (in questo senso anche Cassazione 14298/2012).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa