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La borsa va in profondo rosso

Seduta in profondo rosso per le borse, con piazza Affari maglia nera in Europa: il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 4,81% a 18.806 punti. Giù anche Parigi (-4,71%), Francoforte (-4,47%) e Londra (-3,99%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq cedevano rispettivamente il 4,22 e il 2,68%. Gli investitori hanno reagito male agli annunci di mercoledì sera della Fed, che non abbasserà i tassi fino al 2022: pesano, da un lato, le prospettive negative dell’economia e, dall’altro, l’aumento dei contagi negli Stati Uniti e in America Latina.

Lo spread Btp-Bund è salito di 2 punti a 190 in un contesto di avversione al rischio e dopo che il Tesoro ha collocato 9,5 miliardi di euro di Btp su tre linee. Un operatore ha spiegato che la domanda, superiore a 13 miliardi, «è stata discreta, non entusiasmante, ma dopo la pioggia di emissioni via sindacato dei giorni scorsi e visto l’ammontare in asta, il risultato è più che rassicurante».

Secondo Christoph Rieger, head of rates and credit research di Commerzbank, c’è spazio per un restringimento dei differenziali periferici dell’Eurozona in estate, grazie alla decisione della Germania di spendere di più e di rinunciare a opporsi al Recovery Fund. Nel frattempo il rendimento del decennale tedesco è diminuito di 8 punti a -0,38% nella scia di una maggiore domanda di asset sicuri, dopo che la Fed ha dato un messaggio pessimista sulle prospettive Usa.

A Milano sono sprofondati i titoli industriali, penalizzati dalla situazione economica generale: pesanti Cnh I. (-11,82%), Pirelli (-8,54%), Fiat Chrysler (-7,70%), Leonardo (-6,60%), Buzzi Unicem (-5,77%), Prysmian (-5,15%), Stm (-3,72%) e Ferrari (-3,59%).

Male anche il settore bancario: Unicredit -7,87%, Bper -6,98%, Ubi -5,65%, Intesa Sanpaolo -4,98%, Mediobanca -4,25%. Su Banco Bpm (-7,82% a 1,27 euro) Banca Imi ha ridotto la raccomandazione a add, con il prezzo obiettivo che passa da 2,10 a 1,64 euro. La discesa dei prezzi petroliferi (Wti -10% sotto 36 dollari) ha pesato sul comparto oil: Saipem ha perso il 7,51%, Eni il 7,03%, Tenaris il 7,28%.

Forti vendite su Atlantia (-9,16%), Exor (-7,71%) e Tim (-8,21% a 0,34 euro), su cui JPMorgan ha abbassato il giudizio a neutral, con il target price in ribasso da 0,62 a 0,38 euro sulle azioni ordinarie. Lettera anche sulle utility Enel (-2,46%), Hera (-3,56%), Snam (-3,73%) e in misura minore Italgas (-1,67%, articolo a pagina 25). Su Terna (-2,60% a 6 euro) Bernstein ha migliorato l’obiettivo da 6,80 a 7,50 euro, confermando la valutazione outperform.

In decisa controtendenza Diasorin (+2,32%), mentre fra le mid cap sono arretrate Ovs (-9,40%), doValue (-9,24%) e Autogrill (-8,34%). Giù Cattolica (-6,17% a 3,80 euro): Mediobanca Securities ha ribadito il giudizio underperform e il target di 2,50 euro dopo che Standard & Poor’s aveva confermato il rating BBB e l’outlook negativo.

Nei cambi, l’euro è terminato in progresso a 1,1378 dollari dopo avere superato quota 1,14.

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