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La borsa torna positiva

Dopo tre giorni in rosso, le borse europee ritrovano il segno positivo. Piazza Affari ha tuttavia registrato un incremento più contenuto (Ftse Mib +0,22% a 22.206 punti), appesantita dal comparto bancario. Andamento migliore a Parigi (+0,66%) e Francoforte (+0,55%), mentre Londra è salita dello 0,19%. Tonica Wall Street, dove il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,82 e dell’1,28%.

Lo spread Btp-Bund è salito a 146. Il collocamento del nuovo Btp Italia si è chiuso con un importo emesso pari a 7,107 miliardi di euro. Nella prima fase, dedicata agli investitori individuali, sono stati conclusi 62.563 contratti per un controvalore di 3,757 mld. Nella seconda, riservata agli istituzionali, le proposte di adesione sono state 557, per un controvalore pari a 3,35 mld, a fronte di un totale richiesto pari a 10,77 mld, con un coefficiente di riparto del 31,1%.

A Milano, fra i bancari, Carige è rimasta sospesa dagli scambi, mentre Creval ha lasciato sul terreno il 19% in attesa della ricapitalizzazione da 700 milioni. Giù anche B.P.Sondrio (-4,25%), Banco Bpm (-2,86%), Bper (-2,72%), Ubi B. (-2,56%) e Unicredit (-0,24%). Si sono mosse in controtendenza Intesa Sanpaolo (+0,07%) e Mediobanca (+0,51%).

Ben comprate B.Unicem (+3,18%), S.Ferragamo (+2,2%) e Mediaset (+2,16%), protagoniste di un rimbalzo. Su di giri anche Stm (+1,99%): Moody’s ha aggiornato il rating da Ba1 a Baa3, ma l’outlook è stato rivisto da positivo a stabile. In recupero Telecom Italia (+1,17% a 0,689 euro), su cui Equita sim ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,06 euro, focalizzandosi sull’ipotesi di collaborazione con Open Fiber. A detta di Bernstein (market perform, target price 0,90 euro), l’azione si trova su un livello di prezzo molto basso.

Fca ha guadagnato l’1,78% dopo i dati sulle immatricolazioni europee. Lettera, invece, su Leonardo (-3,51% a 10,16 euro): Equita ha comunque ribadito il giudizio buy e l’obiettivo a 13,20 euro.

Nel resto del listino tonica El.En (+7,40% a 25,40 euro): gli analisti di una primaria casa d’affari hanno migliorato il rating a outperform, con target a 29 euro. In progresso anche Astaldi (+7,13%), rimbalzata dopo due giorni di forti vendite.

Nei cambi, chiusura in calo per l’euro sotto 1,18 dollari a 1,1771 dollari. Il cambio con lo yen è stato fissato a 132,78.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere deboli, con il Brent a 61,74 dollari (-13 centesimi) e il Wti poco mosso a 55,34. L’oro guadagnava circa 2 dollari a 1.280.

Massimo Galli

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