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La Borsa spera ancora nel rush di fine anno

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

Lo sprint estivo degli ordinativi dell'industria italiana è solo un primo indizio di miglioramento della condizione economica, tutto da verificare. Ma la Borsa potrebbe cercare di capitalizzare questi tenui segnali per accontentare la sua voglia di rialzo, particolarmente forte nell'ultimo trimestre di ogni anno. Qualche segnale positivo lo si è già visto sui grafici a partire da settembre: l'indice Ftse Mib ha toccato per due volte il supporto di area 13.100 allontanandosene poi rapidamente. La figura risultante dalle oscillazioni intorno a 13.100, un "doppio minimo", appartiene alla famiglia delle configurazioni di inversione e ha le caratteristiche giuste per sostenere un tentativo di ripresa duraturo.

La reazione che il Ftse Mib sta cercando di costruire ha la possibilità di acquistare credibilità tramite sforzi relativamente contenuti: già la rottura in successione della media mobile a 100 giorni, a 16.900 circa, e il superamento di 18.044, minimo del 25 maggio 2010 e area dove si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo dell'anno, permetterebbero di iniziare a guardare al rimbalzo come un'inversione di trend, almeno per il contesto di breve e medio periodo. Ulteriori conferme verrebbero oltre 19.500, resistenza che potrebbe essere raggiungibile già entro la fine dell'anno o l'inizio del 2012. Certo, la ripresa è ancora fragile, basterebbe infatti probabilmente già il ritorno sotto area 14.500 ad anticipare non solo un nuovo test del supporto critico dei 13.100 punti ma anche la violazione di questa soglia, tuttavia gli indizi positivi non si limitano alla costruzione del citato doppio minimo. E' interessante notare anche come l'andamento della forza relativa che risulta dal rapporto tra la serie storica del Ftse Mib e quella dell'indice tedesco Dax si sia orientata al rialzo già da luglio. Segnali positivi anticipatori del cambiamento di direzione del trend di Borsa li aveva inviati anche l'advance-decline line, indicatore costruito come differenza del numero di titoli al rialzo per ciascuna seduta (relativo all'indice All Share) e quello di titoli al ribasso. Nella stessa direzione va anche lo studio della volatilità storica, misura della rischiosità statistica calcolata per l'indice Ftse Mib. Di norma, quando le prospettive sono in favore di un ridimensionarsi della volatilità, la mossa più probabile che dovrebbe inscenare l'indice o il titolo coinvolti nel calcolo è un rialzo. Nel caso dell'indice Ftse Mib la volatilità storica ha raggiunto valori che non venivano più toccati da inizio 2009.

La strategia che è possibile ipotizzare per l'investitore è quella di iniziare a predisporsi in favore di un rialzo, attendendo la rottura in successione di area 17.000 e 18.000 da parte del Ftse Mib prima di intervenire sul mercato. Vista la perdurante incertezza sulla risoluzione della crisi del debito in Europa, meglio non anticipare i mercati ma agire solo sulla scorta di concreti segnali di ripresa.

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